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come vorrei«Un tempo, quando la televisione era ancora in bianco e nero, c’era Canzonissima. Oggi ci si appassiona ai talent show per conoscere i cantanti. Ma l’importante, ieri come oggi, è divertirsi a suon di musica». Angela Brambati, nota come la “brunetta” dei Ricchi e Poveri, parla in vista del concerto a Olevano di Lomellina, inserito nella rassegna estiva “Anguriando”. Il gruppo genovese suonerà stasera alle 21.30 in piazza della Libertà.

Regista dell’operazione il sindaco Luca Mondin. «Sono orgoglioso di accogliere a Olevano un gruppo che è ancora sulla breccia dopo 45 anni di carriera e un successo straordinario – dice – Dopo quelle con Jerry Calà, Fausto Leali ed Edoardo Vianello, Olevano vivrà un’altra serata indimenticabile».

I biglietti, al prezzo di 5 euro, si possono trovare a Mortara (caffè La Piazza, Palazzo del Moro, gastronomia Nicolino, pizzeria Santa Lucia e Vest ben di Massimo Ricci), a Vigevano (Civaturs Viaggi) e a Olevano (farmacia Manzini, bar Cro e Pro Loco).

I riflettori saranno puntati su una delle realtà che hanno fatto la storia della musica italiana. Nel 1978 hanno rappresentato l’Italia all’Eurovision Song Contest con “Questo amore” e partecipato a numerosi Festival di Sanremo. Alcuni loro brani (tra cui “Come vorrei”) sono stati scelti come sigle di popolari trasmissioni televisive. Angela Brambati, Franco Gatti e Angelo Sotgiu sbarcheranno in Lomellina per eseguire i loro più grandi successi.

Angela, a Olevano riproporrete i vostri cavalli di battaglia o anche i pezzi più recenti?

«Noi proviamo a cantare i pezzi scritti negli ultimi anni, ma il nostro pubblico pretende “Che sarà”, “Come vorrei” “Se m’innamoro” e gli altri degli anni Settanta e Ottanta: i singoli che hanno raggiunto la vetta delle classifiche italiane e internazionali, fra cui “Se m’innamoro”, che nel 1985 ha ottenuto il primo posto al Festival di Sanremo. C’è poco da fare: sono queste le canzoni rimaste nel cuore degli italiani».

Qual è la differenza fra i cantanti degli anni Settanta e quelli di oggi?

«Allora c’era più spensieratezza. Non è una banalità, è la verità. I ragazzi di allora erano più creativi, più sognatori. Avevano mille speranze e pochi soldi, ma c’era la voglia di vivere. Così è stato per noi, giovani partiti da Genova».

Il primo a credere in voi è stato Fabrizio De André, vostro concittadino.

«Fabrizio è stato meraviglioso. Ci organizzò un’audizione in una casa discografica milanese. Il provino non fu superato, ma Fabrizio ci esortò a non arrendersi e commentò la decisione dei discografici in dialetto genovese. La traduzione, più o meno, è questa: “Questi di musica non capiscono nulla, ma voi avrete comunque successo”. E’ stato un ottimo profeta. Tutti noi lo portiamo ancora nel cuore».

Lei, oltre che nei Ricchi e Poveri, canta in qualche altro gruppo?

«Io adoro la musica country. Mi esibirò il 9 agosto alla frazione Borassi di Roccaforte Ligure, un paese in provincia di Alessandria ai confini con quella di Genova. Qui, dove avevo un’attività agrituristica oggi chiusa: mi diverto a suonare canzoni country. Chi volesse venire, può chiamare il mio collaboratore al numero 348.2620972».

Tornando ai Ricchi e Poveri, qual è la canzone cui è più affezionata?

«Senz’altro “Che sarà”, eseguita in modo stupendo anche da Josè Feliciano. Parla di emigrazione, di lasciare il paese amato. Fa commuovere fino alle lacrime gli italiani all’estero».

Umberto De Agostino

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