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Una tipica risaia lomellina

Una tipica risaia lomellina

Via libera per l’importazione in Italia di 80mila tonnellate di riso vietnamita a dazio zero. Questo accordo segue quello stipulato nei mesi scorsi fra Unione Europea da una parte e Cambogia e Birmania dall’altra: accordo che prevedeva l’esenzione dal pagamento del dazio doganale e che aveva messo in fibrillazione il mondo risicolo italiano, di cui Lomellina e Pavese sono la punta di diamante con i loro 77mila ettari.

A Bruxelles Cecilia Malmstrom, commissario al Commercio dell’Unione Europea, e Vu Huy Hoang, ministro dell’Industria e del Commercio della Repubblica socialista del Vietnam, hanno raggiunto un’intesa che eliminerà quasi tutte le barriere, tariffarie e non, tra i due mercati. Il negoziato è stato seguito da vicino dall’Associazione industrie risiere italiane, presieduta da Mario Francese, amministratore delegato della Curti Riso di Valle Lomellina. Contingenti tariffari, cioè esenti da dazio, sono stati concordati solo per alcuni prodotti agricoli sensibili, tra cui il riso. L’accordo dovrà essere formalizzato con la stesura dei testi regolamentari e poi ratificato dal Parlamento e dal Consiglio dell’Unione Europea.

«Per questo motivo – spiega Paolo Viana, titolare del sito specializzato www.risoitaliano.eu – il testo finale dell’accordo non è ancora disponibile e si ritiene che non entrerà in vigore prima di un paio d’anni, presumibilmente verso la metà del 2017 o all’inizio del 2018».

Il contingente tariffario per il riso a dazio zero riguarderebbe 30mila tonnellate di riso lavorato e 30mila tonnellate di “Fragrant”, riso aromatico originario della Thailandia, oltre a 20mila tonnellate di riso semigreggio. Per le rotture di riso, utilizzate dalle industrie di trasformazione per i prodotti soffiati e i cereali da prima colazione, non sono stati fissati contingenti, ma si prevedono una riduzione del dazio al 50% e poi una progressiva diminuzione nel quinquennio successivo all’entrata in vigore fino all’abolizione.

«Ancora una volta l’Unione Europea usa il riso come merce di scambio in un accordo commerciale con i Paesi del Sudest asiatico – commenta Fulco Gallarati Scotti, presidente della Federazione nazionale riso di Confagricoltura e risicoltore a Cozzo Lomellina – In questo modo arriveranno complessivamente nell’Ue non meno di 500mila tonnellate di riso asiatico esente dal dazio, pari a metà dell’import totale, a prezzi talmente bassi da mettere a rischio le vendite di riso italiano nel mercato europeo, dove il nostro Paese è leader con oltre 500mila tonnellate commercializzate annualmente, di cui 270mila in diretta concorrenza con il riso asiatico».

L’accordo con il Vietnam dovrà essere tradotto in documenti legali per la successiva ratifica del Consiglio Ue e del Parlamento Europeo. Confagricoltura ha auspicato che in tale occasione sia richiesto alla Commissione Europea di impegnarsi a valutare preliminarmente, nei negoziati presenti e futuri, l’estrema sensibilità del riso a un’ulteriore liberalizzazione degli scambi con Paesi terzi.

Questo l’intervento di Wilma Pirola, presidente di Coldiretti Pavia.

«Una chiara identificazione delle produzioni risicole veramente made in Italy è la soluzione anche per questo tipo di problemi. Nonostante l’incremento dei flussi in materia di importazioni a dazio zero dai Paesi meno avanzati e delle triangolazioni di prodotto, infatti, l’Ue non ha ancora adottato alcun provvedimento. Anche per questo Coldiretti sta continuando a lavorare a un’intesa di filiera, che in questo momento può rafforzare ulteriormente le azioni di contrasto alle importazioni di riso (lavorato e grezzo) dai Paesi asiatici».

Giovanni Daghetta, presidente di Cia Lombardia e risicoltore a Robbio Lomellina, commenta così.

«Noi risicoltori ci siamo sempre fermamente opposti. La quota di riso a dazio zero sarebbe anche accettabile se si mettesse finalmente mano agli accordi Eba con Cambogia e Birmania. Finché non si mette un limite quantitativo agli Eba, è quasi grottesco parlare di quote di importazione per tutte le altre provenienze, anche perché sono in corso trattative anche con India, Thailandia e Stati Uniti».

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