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«L’accordo sottoscritto dall’Unione Europea sull’importazione di riso a dazio zero dal Vietnam è lo specchio di un’evidente debolezza politica del governo e del disinteresse generale al problema. Così a pagare saranno i risicoltori del Nord, assolutamente non tutelati a Bruxelles».

Una tipica risaia lomellina

Una tipica risaia lomellina

Lo dice l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, che evidenzia come «il disinteresse ministeriale rispetto alle decisioni europee rischia di vanificare i risultati positivi ottenuti dalle Regioni, Lombardia in testa, che sul riso erano riusciti nelle fasi negoziali della Politica agricola comune (Pac) a escludere la coltura dal “greening” e a collocare 22,6 milioni di euro per gli aiuti accoppiati».

Fava sollecita il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, a intervenire «affinché il tema del riso sia inserito nel prossimo Consiglio agricolo dell’Unione europea, perché non si possono differire ulteriormente le questioni relative ai dazi e all’etichettatura sull’origine».

Da Roma risponde Angelo Zucchi, capo segreteria del ministro Martina.

«Stupiscono le affermazioni dell’assessore Fava per la totale mancanza di aderenza alla realtà. Il governo, infatti, è impegnato da oltre 18 mesi in una complessa battaglia per la tutela del riso italiano, oggettivamente penalizzato dalle importazioni a dazio zero da alcuni Paesi asiatici. Il ministro Martina già nel marzo 2014 ha denunciato la gravità della situazione in Consiglio dei Ministri Ue, chiedendo alla Commissione di intervenire e creando un gruppo di sostegno alla proposta con Spagna, Portogallo, Francia, Grecia, Bulgaria e Romania. Proprio l’impegno dell’Italia ha portato la Commissione europea ad attivare il monitoraggio costante dei prezzi e un’analisi di mercato per stabilire l’effetto delle importazioni. Non ci basta. Nel Consiglio del luglio scorso abbiamo ulteriormente ribadito che un intervento non è più procrastinabile e sullo stesso tema insisteremo lunedì 7 settembre nel Consiglio straordinario. Stiamo lavorando con la filiera da settimane a strumenti operativi utili per contrastare la perdita di reddito dei nostri produttori. Stupisce ancor di più che Fava rivendichi come suoi i risultati e le scelte di questo governo. I 22,6 milioni annui cui fa riferimento sono quelli che il ministro Martina, in accordo con le Regioni, ha stanziato dal budget degli aiuti accoppiati proprio per investire in un settore strategico come quello del riso. Infine, le trattative sul “greening” sono condotte direttamente dal governo a Bruxelles, anche a nome della Lombardia. Questo Fava sembra dimenticarlo».

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