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Salieri aiuta Mozart morente a scrive il "Requiem"

Salieri aiuta Mozart sul letto di morte a scrivere il “Requiem”

Sto guardando per la 87a volta Amadeus, film del 1984 diretto da Miloš Forman e tratto dall’omonima opera teatrale di Peter Shaffer, incentrata sulla presunta rivalità fra Mozart e l’italiano Antonio Salieri.

È un’opera cinematografica stupenda, inserita nel 1998 dall’American Film Institute al 53° posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi

Wolfgang Amadeus Mozart fu il primo, fra i musicisti più importanti, a svincolarsi dalla servitù feudale e a intraprendere una carriera come libero professionista. La sua è considerata la musica classica per eccellenza. Il compositore di Salisburgo è il principale esponente del classicismo settecentesco, i cui canoni principali erano l’armonia, il grande senso melodico, l’eleganza, la calma imperturbabile e l’olimpica serenità.

Una curiosità: nella versione in lingua originale, Mozart accusa gli italiani di essere “musical idiots”. Insulto opportunamente eliminato nella traduzione per il pubblico italiano. È infatti noto che dal 1769 al 1773 il giovane Wolfgang effettuò con il padre tre viaggi in Italia, durante i quali suonò e ascoltò musica in varie città.

La battuta di Mozart-Hulce è chiaramente funzionale alla sceneggiatura, che mette in acerrima ma velata competizione Salieri e il compositore austriaco. Nel corso dei decenni si diffuse la leggenda secondo cui Mozart sarebbe stato avvelenato, per gelosia, da Salieri. Questa diceria, priva di fondamento, ha ispirato diversi artisti. Uno su tutti il poeta e scrittore russo Aleksandr Puškin, che nel 1830 scrisse Mozart e Salieri (dapprima intitolato Invidia), un brevissimo dramma in versi in cui Salieri, distrutto dalla raggiunta consapevolezza di non possedere il genio cristallino di Mozart, avvelena il rivale.

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