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header2Sono a rischio i sei milioni di euro che la Lomellina ha richiesto a Bruxelles tramite la Regione Lombardia. Il bando emesso dal Pirellone all’interno del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 distribuirà i 64 milioni messi a disposizione dall’Unione Europea non più, come in passato, solo ai Gruppi di azione locale lombardi, ma a chiunque presenti un progetto di partenariato a favore delle aree rurali. Le nuove disposizioni regionali hanno messo in fibrillazione il Gruppo di azione locale Lomellina, presieduto da Giorgio Guardamagna, che una decina d’anni fa aveva aggregato quasi tutta la Lomellina per usufruire dei contributi europei.

«La Regione – commenta Guardamagna – ha modificato i destinatari ampliando i soggetti che possono presentare un progetto: in sintesi, i Gal esistenti non possono più ricevere fondi e noi abbiamo dovuto chiamare a raccolta il centinaio di soci uscenti per partecipare al bando. Sarà una corsa contro il tempo perché il progetto va presentato entro il 15 dicembre, ma sono sicuro che ce la faremo».

La questione sembrerebbe procedurale, ma in realtà mette a rischio i finanziamenti pensati per le aree rurali della Lombardia. Il bando regionale emesso in agosto ha lasciato perplessi molti amministratori pubblici.

«Noi inizieremo a partecipare al bando – aggiunge Guardamagna – nella speranza che ci siano assegnati tutti i sei milioni richiesti: se vinceremo, trasformeremo questo nuova aggregazione territoriale in una società a responsabilità limitata, come il Gal Lomellina uscente».

Gal Lomellina, dunque, che rimarrà una scatola vuota in attesa di capire gli orientamenti procedurali del Pirellone. A questo si aggiunge il fatto che la legge Delrio proibisce agli amministratori comunali di assumere cariche in società private o pubblico-private, come di fatto sarà il futuro organismo lomellino.

«Del nuovo cda – dice ancora Guardamagna, oggi assessore alla Cultura a Mede – non potranno far parte sindaci né assessori né consiglieri comunali: mi chiedo chi si assumerà l’onere di entrare nel consiglio d’amministrazione».

Fra l’altro, i consiglieri uscenti non percepivano gettoni di presenza e anche nel futuro organismo lomellino gli incarichi dovranno essere svolti gratuitamente. La situazione è complessa. Il Comune di Mede è il capofila del nuovo partenariato con lo scopo di «stimolare lo sviluppo locale nelle zone rurali», come richiesto da Bruxelles. In questa fase sta raccogliendo le adesioni dei vari Comuni e dei soci privati.

«Sulla carta – aggiunge Guardamagna – chiunque può partecipare al bando regionale, ma ritengo che sarà molto improbabile trovarci di fronte a più progetti in area lomellina: il Gal è una realtà che opera da quasi un decennio e difficilmente la Regione approverebbe due proposte provenienti dalla stessa area omogenea. Il nostro timore è un altro: che, ampliando la rosa dei candidati, si possa restringere il contributo assegnato a ciascun progetto».

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