cornacchione

«Silvio non mi chiama più!» (foto Milanodabere.it)

Dal palco del teatro Besostri di Mede stasera non lancerà il suo celebre tormentone “Povero Silvio!”, con cui una quindicina di anni fa entrò nelle case degli italiani. Ma nemmeno ora Antonio Cornacchione può fare a meno di rammaricarsi: «Silvio mi ha tagliato fuori dal suo staff!». Nel 2010, alla trasmissione “Raiperunanotte” in diretta da Bologna, il comico difese con la solita ironia i diritti del giornalismo italiano contro le censure imposte da Berlusconi ad alcuni programmi televisivi Rai. A Mede Cornacchione, nato al teatro Zelig di Milano a fianco di Paolo Rossi e Aldo, Giovanni e Giacomo, e poi approdato a Zelig Off, Crozza Italia, Che tempo che fa e Zelig Circus, porterà in scena “Ieri è un altro giorno”, versione italiana di una commedia francese scritta da Luca Barcellona e David Conati.

Il suo “rapporto” con Berlusconi è cambiato? Lo cita ancora nei suoi spettacoli?

«Con questa domanda mi avete rovinato la mattina! E anche il pomeriggio! Comunque vi posso confermare che Berlusconi non mi chiama più. Prima, dopo ogni spettacolo, ricevevo la sua telefonata. Sapete che in Forza Italia c’è in atto un grande cambiamento. Menti brillanti come Bondi, Cicchitto, Bonaiuti non sono più al fianco di Silvio. E io li ho seguiti».

Quanto conosce la nostra provincia?

«Direi molto bene. Diversi anni fa ho vissuto a Casteggio. Mi ricordo, più che altro, gli ottimi vini che andavo a comprare nelle vicinanze, da Broni a Borgo Priolo. Sono territori stupendi, dove si può ancora vivere a misura d’uomo. Ora andremo a recitare a Mede: conosco la Lomellina meno dell’Oltrepo, ma comunque un’altra splendida terra».

Che cosa pensa dei teatri di provincia come quello di Mede?

«Sono vitali per la nostra professione. Qui trovi davvero il pubblico attento e appassionato, che ha ancora il coraggio di emozionarsi. Senza nulla togliere ai teatri maggiori, questi piccoli luoghi di cultura sono i miei preferiti».

Ci può riassumere lo spettacolo in cartellone al Besostri?

«Si tratta di uno dei maggiori successi comici delle ultime due stagioni teatrali parigine, nominato miglior commedia ai Molière 2014. Lo ha scoperto Gianluca Ramazzotti, che firma anche il progetto teatrale italiano e che sarà sul palco con me, Milena Miconi, Biancamaria Lelli, Antonio Conte e Alessandro Sampaoli. È quello che si dice una commedia solida, moderna, piena di sorprese, mai rappresentata sui palcoscenici italiani, con un’inventiva folle nella messa in scena».

Ci anticipa qualcosa della trama?

«Al centro c’è Pietro Paolucci, un avvocato freddo e rigido, ossessionato dalle sue manie e dai suoi princìpi, che si trova obbligato a dividere una lunghissima giornata con l’individuo più incredibile e più imprevedibile che abbia mai incontrato. Diciamo solamente che sarà una giornata strana, assurda, dove niente va come previsto, niente è prevedibile, dove tutto è possibile e tutto può accadere».

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