Il paganesimo può essere attuale?

zeus1Una delle più feconde novità del panorama culturale contemporaneo è lo sforzo di ricostruire una mentalità ispirata al paganesimo, come risposta alla crisi del Cristianesimo e all’insufficienza della cosiddetta cultura “laica” nel dare un orizzonte di senso alla vita.

Lo studioso francese Stéphane François ha pubblicato il saggio Les néo-paganismes et la Nouvelle Droite, che esamina il tema del neopaganesimo in relazione alla vicenda culturale della “Nuova Destra” francese che ha saputo percorrere una strada decisamente originale, una strada che è andata molto al di là degli angusti confini delle classificazioni politiche e ideologiche. Le questioni sollevate dalla Nouvelle Droite, infatti, hanno dato vita a un ampio dibattito, al punto che nel 2004 un eurodeputato socialdemocratico ha proposto di inserire nella Costituzione Europea un riferimento all’importanza fondamentale del paganesimo greco-romano. Ovviamente la richiesta non ha avuto seguito perché i poteri forti sono molto più interessati ad accattivarsi le simpatie dei monoteismi, ma la questione non è affatto peregrina se si considera che il paganesimo, nella sua accezione più vasta, è la forma del sacro più diffusa al mondo (Induismo, animismo, sciamanesimo, varie religioni orientali…). Continua a leggere “Il paganesimo può essere attuale?”

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Manca l’acqua: risaie a rischio

digI laghi alpini e i bacini idrici ai minimi storici mettono in ginocchio la risicoltura della Lomellina e del Pavese, prima zona in Europa per produzione e superficie. Ne hanno discusso ieri a Novara il consorzio irriguo Est Sesia, l’Ente nazionale risi e le tre organizzazioni agricole (Coldiretti, Confagricoltura e Cia) di Pavia, Vercelli e Novara. L’apprensione è molto forte perché la ramificata rete distributiva dei consorzi potrebbe non garantire i livelli minimi di irrigazione. Continua a leggere “Manca l’acqua: risaie a rischio”

Agrofarmaci in risicoltura: un convegno

Confagricoltura convegnoProdurre di più e meglio. Questo è quanto viene chiesto oggi all’agricoltura in generale e alla risicoltura in particolare.

Il quadro normativo di riferimento per l’utilizzo degli agrofarmaci, sempre più indirizzato verso un uso sostenibile a basso impatto sulla salute e sull’ambiente, ha ridotto di circa il 70% i principi attivi disponibili sul mercato, determinando tuttavia anche una forte limitazione dei meccanismi d’azione utili impiegabili per la difesa delle colture e favorendo nel tempo l’insorgenza di resistenze.

In questo scenario, il riso italiano rischia di perdere competitività nei confronti dei prodotti provenienti da Paesi extracomunitari che hanno meno limitazioni nella difesa delle piante, nonché di dover rinunciare al ruolo di market leader tra i Paesi UE sia in termini quantitativi, sia qualitativi. Continua a leggere “Agrofarmaci in risicoltura: un convegno”

Un bene comune con l’aiuto dei privati

Intervista ad Andrea Carandini, presidente del Fondo per l’ambiente italiano, di Valentina Porcheddu (Il Manifesto – 21 gennaio 2016)

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La lupa, Romolo e Remo (moneta romana del II secolo avanti Cristo)

«Abbiamo delle ottime istituzioni e delle buone leggi, anche se quest’ultime si sono concentrate sulla conservazione, e sulla valorizzazione non c’è quasi niente. Invece, la valorizzazione è il segreto della tutela. Perché se si gestisce bene un luogo, si trovano anche le risorse per preservarlo. Il National Trust – che lavora per conservare e proteggere l’eredità storica e naturale di Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord – incassa da un monumento esattamente ciò che spende mentre i ricavi dello Stato sono altamente al di sotto degli investimenti. Con il Fondo Ambiente Italiano vorrei arrivare al medesimo risultato del National Trust, per poter dimostrare che una gestione intelligente e socialmente aperta può portare a dei vantaggi straordinari per il monumento stesso. Io voglio un’espansione dello Stato, non una sua riduzione. L’Italia è gremita di beni e non è possibile che lo Stato possa occuparsi di tutti. L’aiuto sussidiario della società civile è fondamentale per andare avanti». Continua a leggere “Un bene comune con l’aiuto dei privati”

Piccoli Comuni, fondetevi!

alazzo-chigiIl governo dovrebbe imporre dall’alto la fusione dei Comuni inferiori ai 5mila abitanti. I sindaci della Lomellina approvano la possibilità prevista dalla legge Delrio, che riprende e amplia il precedente Testo unico degli enti locali del 2000, dicendosi contrari con una larga maggioranza ai campanilismi. Nella Legge di stabilità votata alla fine di dicembre, fra l’altro, è previsto che una quota del Fondo di solidarietà comunale non inferiore a 30 milioni di euro vada ai Comuni istituiti a seguito di fusione «al fine di incentivare il processo di riordino e semplificazione degli enti territoriali». Continua a leggere “Piccoli Comuni, fondetevi!”

L’italiano della musica nel mondo

spartitiMelodramma e libretto, ma anche violino e pianoforte, passando per andante e adagio, sono solo alcune delle parole italiane a “tema musica” prestate a molte delle lingue del mondo. A rimarcarlo è l’Accademia della Crusca con il libro L’italiano della musica nel mondo (goWare in e-book a 4,99 €), appena presentato. Continua a leggere “L’italiano della musica nel mondo”

Tradurre dall’italiano all’inglese: facile?

Antony Shugaar è un traduttore statunitense con una lunga esperienza nella traduzione di testi italiani in inglese: ha tradotto diversi libri di Primo Levi e più di recente Resistere non serve a niente di Walter Siti e Il metodo del coccodrillo di Maurizio De Giovanni. In un articolo sul New York Times ha raccontato i tempi dei suoi primi lavori da traduttore in Italia e le difficoltà e i problemi più comuni in cui si imbattono i traduttori di lingua inglese quando hanno a che fare con dei testi scritti in italiano.

Schermata Continua a leggere “Tradurre dall’italiano all’inglese: facile?”

Latino anche alla scuola media?

Il latino sarà insegnato anche alle medie inferiori, almeno come materia facoltativa? A chiederlo è il Pd, che in Regione Emilia Romagna ha presentato una risoluzione per «proporre ai dirigenti delle scuole secondarie di primo grado di introdurre il latino quale insegnamento extra-curricolare facoltativo». «Alle medie superiori – scrive il presentatore del documento Giorgio Pruccoli – il latino è sempre meno centrale. Oggi l’insegnamento si è contratto e in molti casi completamente scomparso. È una scelta che depaupera profondamente il patrimonio culturale dei singoli e dell’intera collettività, in nome di un’errata declinazione del concetto di scuola delle competenze, esclusivamente concentrata … Continua a leggere Latino anche alla scuola media?