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Risaia fossettoProduzioni agricole integrate per «ridurre l’impatto negativo di un utilizzo non oculato dei fitosanitari». E poi la conservazione della biodiversità nelle risaie e la salvaguardia di razze animali locali e di varietà vegetali minacciate di abbandono, fra cui alcuni vitigni dell’Oltrepò Pavese e la cipolla rossa di Breme. Sono gli ambiti d’intervento della misura 10 “Pagamenti per impegni agro-climatico- ambientali” del Programma di sviluppo rurale 2014-2020. Ingenti le risorse messe a disposizione dalla Regione Lombardia: 50 milioni di euro. La domanda di aiuto dovrà essere presentata dal 31 marzo al 15 maggio prossimi. Coinvolte, in particolare, le zone ad agricoltura più intensiva come le risaie della Lomellina e del Pavese, in cui le aziende agricole finanziate dalla misura 10 potranno operare per la conservazione della biodiversità e il miglioramento della qualità dell’acqua.

Nella sottomisura 10.1.01 relativa alle produzioni agricole integrate – spiega Bruno Marioli, funzionario di Confagricoltura Pavia – la superficie minima per il riso dovrà essere di un ettaro, mentre per la vite e l’ortofrutta si va da mezzo ettaro per i paesi di collina e montagna all’ettaro per quelli di pianura.

Per quanto riguarda la risicoltura, i partecipanti al bando regionale dovranno mantenere un fossetto per ogni camera di risaia, nel quale dovrà essere assicurata la presenza di acqua durante le asciutte, lasciare in sommersione la risaia nel periodo invernale e mantenere costantemente inerbito un argine della camera coinvolta nella misura 10. Inoltre, fra le varietà vegetali minacciate di abbandono rientra la Cipolla rossa di Breme: per le superfici inserite nella misura 10, l’agricoltore riceverà un indennizzo annuale pari a 155 euro l’ettaro.

L’agricoltura ha dimostrato di essere in grado di stimolare la crescita riducendo al tempo stesso la pressione sull’ambiente – continua Wilma Pirola, presidente di Coldiretti Pavia – E questo non soltanto grazie alle pratiche agricole a basso impatto ambientale, ma anche grazie alla diffusione di un nuovo concetto di professionalità nell’ambito della gestione del territorio che da tempo accompagna l’evoluzione dell’imprenditorialità agricola.

Per Davide Calvi, presidente della Confederazione italiana agricoltori (Cia) di Pavia, «l’uscita delle misure agroambientali, nonostante il grave ritardo, è da considerarsi un’opportunità di cui il mondo agricolo non può fare a meno. Resta comunque la necessità di riuscire a trovare anche nel mercato il giusto riconoscimento a produzioni che presentano un elevato valore in termini di compatibilità ambientale». In alcuni casi, però, si riscontrano limitazioni che non hanno una giustificazione agronomica, ma solamente burocratica.

«Per tutti valga l’esempio degli impegni accessori sulla biodiversità – spiega Giuseppe Cattaneo, funzionario dell’ufficio Cia di Vigevano – da cui, per la sommersione invernale, sono escluse le aziende che non possono documentare il pagamento dell’acqua o per cui sono negate le autorizzazioni del consorzio irriguo per cause non imputabili all’agricoltore. È un peccato, perché la pratica dell’immersione invernale contribuisce significativamente a riequilibrare le falde acquifere».

Oggi su La Provincia pavese (www.laprovinciapavese.it)

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