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pepL’orologio del campanile della chiesa parrocchiale di Breme batte le ore 30 secondi prima di quello della torre civica. Si tratta però di un sorpasso alla rovescia perché quattro anni fa, quando don Cesare Silva introdusse il rintocco delle ore, era l’opposto. La curiosità rimanda al celebre film “Il ritorno di don Camillo”, in cui il sindaco Peppone e don Camillo anticipavano volontariamente i rispettivi orologi, ma a Breme, unico paese lomellino di piccole dimensioni con due orologi pubblici, non c’è alcuna rivalità fra il sindaco Francesco Berzero e il parroco don Cesare Silva. Si tratta solo di una casualità, anche se a ben guardare una coincidenza fra Breme e Brescello in realtà esiste: il nome del regolatore dell’orologio civico. Nei libri di Guareschi il sindaco comunista era Peppone, mentre a Breme c’è “Pep adla Trinità”, all’anagrafe Giuseppe Moro.

L’incarico di regolare il nostro orologio – spiega il sindaco Berzero – compete a Peppino Moro, che in paese è conosciuto con il soprannome di Pep adla Trinità, dal nome della via di cui è originario». Per impostare l’orologio collocato sulla torre civica, posta su un lato dell’antico chiostro abbaziale, Moro non segue l’ora esatta di Roma. «Non siamo per nulla fiscali – dice Berzero – e quindi Peppino sale sulla torre e guarda semplicemente l’orologio da polso: non credo che la sua ora si discosti molto da quella ufficiale di Roma.

Senz’altro a Breme non si è mai sentita una delle domande più celebri dei film di don Camillo e Peppone: «Hai di nuovo messo avanti il tuo sporco orologio?». Fatto sta, però, che oggi l’orologio parrocchiale suona le ore 30 secondi prima di quello comunale.

Don Cesare – spiega il sindaco, entrato in carica nel 2006 – si è insediato a Breme nel 2012 modernizzando il campanile parrocchiale e introducendo il rintocco delle ore: prima del suo arrivo, le campane suonavano solo per funzioni religiose come messe e funerali. Allora il nostro orologio batteva le ore prima di quello parrocchiale, ma si vede che ha perso terreno con il passare degli anni.

Da parte sua, il parroco spiega così il doppio rintocco delle ore. «Una persona che se ne intende – dice – mi ha spiegato che l’impulso dell’orologio alla campana della torre civica è elettromeccanico, mentre quello della chiesa è più nuovo ed elettronico. Questo spiega l’assenza di sincronia».

Comunque, i bremesi si sono abituati a sentir battere le ore due volte con un intervallo di mezzo minuto. Non è dato sapere però se un secolo fa, quando la grande maggioranza dei bremesi lavorava nei campi attorno al paese, c’era già la rivalità fra Comune e parrocchia in termini di orologi. A quei tempi, a differenza di oggi, il rintocco delle campane segnava diversi momenti della vita comunitaria, fra cui l’interruzione del lavoro a mezzogiorno oppure la convocazione di un consiglio comunale.

Umberto De Agostino

http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2016/02/10/news/comune-e-parrocchia-divisi-dagli-orologi-breme-come-la-brescello-di-guareschi-1.12934183?ref=hfpppvea-1

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