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popLo spettro della chiusura delle filiali bancarie si aggira per la Lomellina. «La tendenza – spiega Paolo Ascagni, segretario provinciale della First-Cisl, il sindacato dei lavoratori bancari e assicurativi – ormai è questa: gli istituti riducono gli sportelli dei centri medio-piccoli e accentrano i servizi nella città». Nella primavera scorsa avevano chiuso i battenti le agenzie Intesa San Paolo di Sartirana, Lomello e Candia Lomellina, e quella di Ferrera Erbognone era stata declassata a sportello dipendente da Sannazzaro de’ Burgondi. Ora tocca alla Banca popolare di Novara, che ha programmato la chiusura di sette filiali: Candia Lomellina, Mezzana Bigli, Zeme, Langosco, Pieve del Cairo, San Giorgio Lomellina e Breme. Molto dipenderà dalla prospettata fusione del Banco popolare, cui fa capo la storica Popolare di Novara, con la Banca popolare di Milano. In questo caso, non ci potranno essere sovrapposizione di sportelli e il futuro gruppo unificato sceglierà a tavolino quali chiudere.

Ormai – aggiunge Ascagni – la banca non è più identificata come un servizio pubblico: almeno dagli anni Novanta è una società privata che ragiona solo in termini di profitto. A me questa impostazione non piace, ma è la realtà: i vertici bancari decidono in piena autonomia l’eventuale chiusura di una filiale. Il rapporto fiduciario che c’era una volta fra il direttore o il bancario della filiale e l’agricoltore, l’artigiano o il semplice correntista non esiste più. Oggi prevale l’home banking e i servizi vengono svolti in rete.

Con buona pace degli anziani digiuni di Internet: cioè una buona fetta della popolazione della Lomellina. La Banca popolare di Novara sta seguendo questa strada. «Da tempo – spiegano dalla sede centrale di Novara – è in corso una riflessione sulla possibilità di razionalizzare le nostre filiali, in Lomellina come in altre aree della rete territoriale. Azioni specifiche al riguardo sono in fase di definizione. In ogni caso, le decisioni saranno assunte con l’attenzione di ridurre al minimo i disagi per la clientela e le comunità coinvolte». Ascagni spiega che, in ogni caso, non ci saranno licenziamenti.

Il settore bancario – dice il sindacalista – prevede da tempo un fondo di solidarietà a favore degli esuberi: le trattenute sulla nostra busta paga servono per accompagnare verso la pensione i colleghi dichiarati in esubero per vari motivi, fra cui gli accorpamenti fra banche.

Un tempo la chiusura di una filiale comportava una decisione lunga alcuni anni: oggi quel tempo si è ridotto a pochi mesi. Ed è quanto succederà a Candia per la Popolare di Novara: ad aprile la tesoreria comunale sarà trasferita a Casale Monferrato e la filiale chiuderà alla fine dell’anno. E Candia rimarrà senza banche.

Breme, 800 abitanti: Popolare di Novara e Intesa San Paolo
Valle Lomellina, 2.200 abitanti: Intesa e Commercio&Industria
Pieve del Cairo, 2.200 abitanti: Intesa e Popolare di Novara
Sartirana Lomellina, 1.700 abitanti: Popolare di Vicenza e Popolare di Novara
San Giorgio Lomellina, 1.100 abitanti: Intesa e Popolare di Novara
Lomello, 2.200 abitanti: Popolare di Novara
Candia Lomellina, 1.600 abitanti: Popolare di Novara
Frascarolo, 1.200 abitanti: Popolare di Novara
Zeme, 1.100 abitanti: Popolare di Novara
Ottobiano, 1.100 abitanti: Intesa
Ferrera Erbognone, 1.100 abitanti: Intesa
Mezzana Bigli, 1.100 abitanti: Popolare di Novara
Nessuna filiale bancaria a Cozzo, Galliavola, Gambarana, Olevano Lomellina, Semiana, Suardi, Velezzo Lomellina e Villa Biscossi

http://www.laprovinciapavese.it

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