Revisionisti Usa, è ufficiale: siete idioti!

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L’ondata di revisionismo storico che ha colpito gli Stati Uniti abbattendo statue e simboli confederati in tutto il Paese non ha risparmiato la celebrazione del Columbus Day a Los Angeles.
Dopo la decapitazione di un busto a Yonkers e la possibile rimozione di una statua a New York, ieri il consiglio comunale della città californiana ha deciso, con quattordici voti favorevoli e appena uno contrario, l’abolizione della festa nazionale dedicata a Cristoforo Colombo, che sarà rimpiazzata da una giornata per commemorare «le popolazioni indigene, aborigene e native» vittime del genocidio — affermano gli attivisti che hanno sostenuto l’iniziativa — commesso dal navigatore genovese: un gesto che, secondo la mozione promossa nel novembre 2015 dal consigliere comunale Mitch O’Farrell, discendente della tribù Wyandot, si allinea all’esempio di numerose città americane, fra cui Seattle, Albuquerque e Denver, e, soprattutto, «ristabilisce la giustizia», ma contro cui si sono battute le organizzazioni italoamericane, che con il Columbus Day, il secondo lunedì d’ottobre, celebrano la propria eredità culturale.

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Riso e biologia molecolare

Risaia Strambi
Risaia lomellina (foto di Leonetto Strambi)

Il Centro ricerche dell’Ente nazionale risi, a Castello d’Agogna, individua eventuali contaminazioni transgeniche e supporta l’attività di selezione di risi resistenti al brusone, una delle malattie più frequenti in risaia. Sono le attività del laboratorio di biologia molecolare, che possono aiutare il risicoltore e allo stesso tempo tutelare il consumatore. Continua a leggere “Riso e biologia molecolare”

«Ma Mosè ha posato per Michelangelo?»

MichelangeloIl podio in questa bizzarra e inconsueta classifica delle domande che i turisti rivolgono alle guide spetta senz’altro a un australiano: «Ma voi degli antichi romani che ne avete fatto? Noi gli aborigeni li abbiamo messi nelle riserve: qui da voi dove sono?». Archeologi e storici dell’arte, appassionati della città e del loro lavoro, coloro che in questa calda estate hanno condotto i gruppi di stranieri a visitare i monumenti simbolo della Capitale, raccontano con ironia quanto di assurdo è loro domandato, anche se non nascondono amarezza: cercano di far capire la storia dei nostri capolavori, troppo spesso invano.

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E i francesi che s’incazzano…

Comunque vadano a finire le attuali gravi controversie franco-italiane, la Libia, i migranti, i cantieri e il cuoco bolognese licenziato in Borgogna perché si rifiutava di stracuocere le tagliatelle, una guerra è improbabile. Come molti stranieri, e forse anche più di altri, i francesi non hanno grande considerazione per l’Italia, ma adorano gli italiani.
Perché il Paese sarà pure inaffidabile, inefficiente, inattendibile e ogni altro aggettivo che cominci per «in», ma è pur sempre quello che esporta gli oggetti più belli, le macchine più veloci, il cibo più buono, i vestiti più eleganti e Monica Bellucci. Continua a leggere “E i francesi che s’incazzano…”