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Risaia Strambi

Risaia lomellina (foto di Leonetto Strambi)

Il Centro ricerche dell’Ente nazionale risi, a Castello d’Agogna, individua eventuali contaminazioni transgeniche e supporta l’attività di selezione di risi resistenti al brusone, una delle malattie più frequenti in risaia. Sono le attività del laboratorio di biologia molecolare, che possono aiutare il risicoltore e allo stesso tempo tutelare il consumatore. La struttura diretta da Laetitia Borgo ha l’obiettivo di effettuare la selezione assistita con i marcatori molecolari, che serve a due scopi: supportare i programmi di piante selezionate per migliorarne la specie (in gergo selettocoltura o “breeding”) e rilevare eventuali contaminazioni da organismi geneticamente modificati, vietati in Italia, attraverso analisi molecolari mirate. La contaminazione, uno dei rischi maggiori per agricoltori, rivenditori e consumatori, non si ha solo dalle coltivazioni di ogm a scopo commerciale, ma anche dai campi sperimentali e dalle coltivazioni illegali. «Una delle attività principali – racconta Borgo – è finalizzata alla costituzione di varietà di riso resistenti al patogeno fungino Pyricularia grisea, di varietà aromatiche e di varietà con un determinato contenuto in amilosio. Inoltre, il laboratorio lavora per rintracciare eventuali presenze di organismi geneticamente modificati sia su campioni consegnati da clienti esterni sia sulle proprie sementi, di cui garantisce la purezza da semi geneticamente modificati». Nel riso le malattie fungine più frequenti sono l’elmintosporiosi, la fusariosi, il marciume del colletto e dello stelo, il falso carbone e il brusone. «L’Ente risi – spiega la ricercatrice – ha deciso di focalizzare l’attenzione, mediante la selezione assistita, sulla costituzione di varietà resistenti al brusone, in quanto la malattia causata dall’agente patogeno Pyricularia grisea provoca elevate perdite di produzione. Nel laboratorio sono stati messi a punto vari protocolli per rilevare la presenza dei geni di resistenza Pi-ta, Pi-b, Pi-z e Pi-kh con la finalità di effettuare selezione assistita con i marcatori molecolari». Questo consente di definire programmi di breeding mirati, finalizzati alla costituzione di varietà con uno o più geni di resistenza alla Pyricularia grisea. «In effetti – conferma Borgo – l’inserimento, mediante incroci, di uno o più geni Pi consente l’ottenimento di varietà con resistenza ad ampio spettro al patogeno evitando i trattamenti fungicidi». La selezione assistita con i marcatori molecolari ha permesso all’Ente risi di costituire le varietà Libero nel 2006, CL26 e CL71 nel 2011, CL12, CL46 e CL80 nel 2012, CL15 nel 2015, CL28 e CL33 nel 2017, con gene di resistenza Pi-kh, e la varietà CL31 nel 2016 con geni di resistenza Pi-kh e Pi-ta.

In Lomellina, a ridosso del taglio del riso, arrivano gli incontri tecnici e dimostrativi. Si parte martedì 29 agosto con il progetto “Baby rice” fra Robbio, Zeme e Galliavola, e si prosegue il giorno dopo con l’annuale appuntamento della cascina Salsiccia di Vigevano. Dal primo mattino l’azienda di Carlo e Riccardo Marchesani ospiterà le prove in campo organizzate dall’Ente nazionale risi, ma attorno alla cascina della frazione Sforzesca ci saranno anche sementieri privati e sperimentazioni relative a concimi, diserbanti e fungicidi. Alle 11.50 è previsto un breve convegno sulla situazione del mercato del riso. A seguire, martedì 5 settembre a Robbio si terrà la tradizionale mostra agricola e zootecnica organizzata dal Comitato coordinamento iniziative agricole, guidato da Katia Canella, e giunta alla 52a edizione. Sono in programma l’esposizione bovina, equina e dei mezzi agricoli, e il convegno nell’auditorium di piazza Dante. Sabato 9 settembre l’Ordine dei dottori agronomi e forestali di Milano, cui fanno capo le province di Milano, Pavia, Monza e Lodi, organizza un viaggio di studio e di approfondimento tecnico in alcuni centri risicoli della Lomellina: Robbio (cascina Bianca di Giovanni Daghetta), Ferrera Erbognone (cascina Confaloniera di proprietà di Mario Cicogna Mozzoni e cascina Gattinera della famiglia Sala), Valeggio (cascina Tessèra di Marta Sempio), Scaldasole (castello e azienda agricola della famiglia Strada), Gropello Cairoli (cascina San Massimo) e Zerbolò (cascina Venara).

Inoltre, nelle zone limitrofe, i risicoltori lomellini potranno partecipare alle visite in campo in programma lunedì 28 agosto a Vinzaglio, a pochi chilometri da Palestro, il 5 settembre a Vercelli e il 6 settembre a Sali Vercellese.

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