Attilio, ultimo lupo di fiume lomellino

Cicottino
Cicottino si stacca dalla riva del Sesia (Barceolada del 2012)

Ha iniziato a vogare nel 1940, all’età di dodici anni. Poi per Attilio Cicottino una lunga serie di vittorie nelle gare riservate ai “barcé”, le tipiche imbarcazioni a fondo piatto. Oggi l’ultimo lupo di fiume, che ha raggiunto i 90 anni, rievoca il profondo amore per le barche che fino a qualche decennio fa solcavano in gran quantità il Po e il Sesia. Continua a leggere “Attilio, ultimo lupo di fiume lomellino”

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Soprintendenza, l’Ecomuseo è pronto per le visite ai castelli!

Carlo Catacchio, neo soprintendente all’archeologia, alle belle arti e al paesaggio per la provincia di Pavia, ha visitato Gambolò suggerendo un circuito turistico incentrato sui castelli della Lomellina. L’idea, però, è già concretizzata da diversi mesi dall’Ecomuseo del paesaggio lomellino, il cui presidente Francesco Berzero ha scritto allo stesso Catacchio. «L’Ecomuseo – spiega Berzero, sindaco di Breme – sta organizzando visite nei castelli della zona attraverso il progetto “Lomellina, la piccola Loira”: abbiamo iniziato ad aprile raccogliendo finora oltre 500 visitatori, di cui molti provenienti dai territori limitrofi come il Milanese e il Piemonte. Lo scopo di mettere in rete … Continua a leggere Soprintendenza, l’Ecomuseo è pronto per le visite ai castelli!

Contro la peste la Lomellina pregava San Rocco

roccoRocco è da secoli uno dei santi più venerati in Lomellina, dove in molti paesi si trova una chiesa a lui dedicata. Il nome del pellegrino e taumaturgo nato a Montpellier e morto a Voghera nella notte tra il 15 e 16 agosto, in un anno imprecisato tra il 1376 e il 1379, è legato al flagello della peste. Dal Medioevo in poi anche le comunità lomelline chiedevano al santo di intercedere presso il Signore per far cessare il terribile contagio. Continua a leggere “Contro la peste la Lomellina pregava San Rocco”

Ciao compie (solo) 200 anni: è la parola italiana più celebre dopo pizza

ciao«Ciao ciao bambina». Nel 1959 Domenico Modugno vinse a Sanremo con Johnny Dorelli cantando Piove. In realtà quella canzone resterà nella memoria per il ritornello: «Ciao ciao bambina», che presto si diffonderà all’estero nella trascrizione inglese «Chiow Chiow Bambeena», in quella tedesca «Tschau Tschau Bambina», in quella spagnola «Chao chao bambina». Dalida la cantò nella versione francese. Il linguista Nicola De Blasi sostiene che la canzone di Modugno e di Dino Verde rappresentò la svolta decisiva nella fortuna internazionale della parola «ciao», la forma di saluto più familiare che si conosca non solo in Italia. In realtà, segnala De Blasi, il termine era già noto oltre i confini nazionali: in un romanzo francese di Paul Bourget del 1893, un personaggio diceva in italiano «Ciaò, simpaticone» e nei primi del Novecento veniva suonato un valzer intitolato «Ciao». Il saluto filtrò ben presto nei film neorealisti e nelle commedie all’italiana nel momento in cui il nostro cinema aveva un successo mondiale.

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