Confagricoltura presenta i capolavori dell’agricoltura a Expo 2015

confConfagricoltura sarà presente a Expo 2015 da oggi al 31 ottobre per far conoscere al mondo il suo modello di agricoltura e portare un contributo concreto al grande tema dell’Esposizione, “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita”. La presenza con i propri “capolavori” sul Cubo Edicola-Mercati all’interno di Palazzo Italia, gli eventi all’Auditorium, il fuori Expo nella “Vigna di Leonardo”.

Immaginate un kiwi, un ranuncolo, una spiga di grano, una goccia di latte, il perlage di uno spumante ingranditi centinaia di volte oltre la capacità della vista umana. Quello che ci appare sono vere e proprie opere d’arte, che compongono il grande patrimonio culturale e artistico rappresentato dai prodotti dell’agricoltura. Ventinove filmati realizzati con tecnologie all’avanguardia, ognuno dedicato a un prodotto della terra, si alterneranno su una delle grandi pareti del Cubo Edicola-Mercati posto all’ingresso di Palazzo Italia, su cui farà mostra di sé il logo di Confagricoltura. Vere e proprie opere d’arte, “firmate” dagli agricoltori, assimilabili ai grandi marchi del Made in Italy.

«La valorizzazione dello stile italiano, il connubio tra agricoltura, cultura e arte come parte di un universo unico: questo il messaggio che accompagnerà Confagricoltura verso Expo, l’attraverserà per diventare eredità immateriale e lascito al mondo dell’Esposizione universale in Italia – commenta il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, evidenziando il carattere distintivo dei nostri prodotti agricoli, frutto del genio e dell’ingegno che ha reso famoso il Made in Italy nel mondo – Prodotti di “lusso”, ma accessibili e “democratici”, che garantiranno il loro prezioso contributo per nutrire il Pianeta».

Molte le attività in programma a disposizione delle imprese associate, che potranno utilizzare la vetrina di Expo per rafforzare il posizionamento strategico, per consolidare e sviluppare l’attività di internazionalizzazione. Senza tralasciare la promozione del territorio, attraverso la proposta ai visitatori di pacchetti turistici ed eno-gastronomici e la valorizzazione del Made in Italy, con eventi che leghino il settore agricolo agli altri che fanno grande il nostro Paese, dalla moda al design, dall’arte alla cultura.

All’interno di Expo, Confagricoltura organizzerà una serie di eventi nell’Auditorium, con l’obiettivo di stimolare il dibattito a livello internazionale sui grandi temi di Expo: il 29 maggio l’assemblea di Confagricoltura e il convegno dell’Impresa familiare/Sindacato Pensionati, il 26 giugno il convegno di Eban, 16 luglio il convegno sulle biotecnologie e quello dei Giovani di Confagricoltura, il 24 settembre l’incontro su Ambiente e sostenibilità, il 16 ottobre il Forum Agriturist, il 18 ottobre il G140.

Fuori Expo, Confagricoltura sarà presente in uno spazio nel centro di Milano, la Vigna di Leonardo, location di particolare suggestione, legata al grande genio di Leonardo da Vinci. È in questa casa, oggi di proprietà della famiglia Atellani, che Leonardo custodiva la sua preziosa vigna, che gli era stata regalata da Ludovico il Moro. La vigna, rimasta integra fino al Novecento e poi distrutta durante la Prima guerra mondiale, è stata riportata in vita grazie alla Fondazione Portaluppi, a una task force di studiosi guidati da Attilio Scienza e Luca Maroni e a un progetto sostenuto da Comune di Milano e da Confagricoltura. Il Palazzo degli Atellani e il suo giardino saranno la casa di Confagricoltura fuori Expo. Qui si organizzeranno visite, incontri B2B (sono già in programma incoming nei settori vitivinicolo, florovivaistico e agroalimentare), convegni, serate a tema, degustazioni e molto altro ancora. Confagricoltura avrà a disposizione, all’interno della caffetteria, uno spazio per l’esposizione e la vendita dei prodotti delle aziende associate.

Confagricoltura ha inoltre firmato un Protocollo d’intesa, per il semestre di Expo 2015, con il Parco Tecnologico Padano, polo di eccellenza per l’innovazione nell’agroalimentare, che opera in stretto contatto con Università, centri di ricerca, enti di controllo e imprese. Nella sua sede, a pochi chilometri dall’Esposizione, si organizzeranno seminari sulle varie filiere, si studieranno le tendenze dei mercati internazionali e si potranno effettuare visite e prove in campo con il coinvolgimento di aziende agricole.

«Sul dopo Expo – conclude Guidi – Confagricoltura crede molto, perché l’Esposizione avrà avuto successo se sarà stata in grado di trasmettere al mondo una nuova concezione di agricoltura, patrimonio di valori e tradizioni, ma fortemente orientata all’innovazione. Un’agricoltura che può e deve avere un ruolo centrale nell’economia mondiale. Per “nutrire” il pianeta, non solo da un punto di vista alimentare, ma anche culturale».

Fanghi in agricoltura, il progetto sperimentale parte dalla Lomellina

tratIl progetto di riutilizzo dei fanghi di depurazione in Lomellina è stato presentato il 28 aprile scorso nella sede territoriale regionale di Pavia (Ster) dall’assessore regionale all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Maria Terzi.

«La giornata di oggi è importante per Regione Lombardia, per Arpa e, naturalmente, per le quattro Province interessate: Pavia, Lodi, Cremona e Bergamo – ha spiegato l’assessore – L’idea era di presentare il progetto proprio in uno dei territori oggetto quest’anno della prima sperimentazione, che diventerà strutturata a partire dall’anno seguente. La Lomellina si è dimostrata più sensibile rispetto alle tematiche sull’utilizzo dei fanghi in agricoltura e con il maggior numero di imprese del settore. Due le riflessioni: una relativa all’impatto ambientale che l’utilizzo dei fanghi in agricoltura può avere perché comunque sono rifiuti che, debitamente trattati, possono essere utilizzati per lo spandimento in agricoltura; l’altra riguarda la questione sociale che deriva da questo tipo di attività, per le emissioni olfattive legate a questa pratica».

Arpa effettuerà i necessari controlli nel 2015. «Tra i livelli del nostro intervento verificheremo in fase di trattamento in ognuno dei nove impianti collocati nel territorio, in fase di spandimento – ha spiegato il presidente di Arpa Lombardia, Bruno Simini – Inoltre, controlleremo la compatibilità del terreno che riceve i fanghi stessi. Il progetto è già partito e si concluderà alla fine dell’anno».

«Spesso, sia come Regione Lombardia sia come Arpa, ricevevamo segnalazioni sulla limitatezza dei controlli effettuati in ordine a queste pratiche del tutto autorizzate e di competenza della Provincia, ma che in qualche modo potevano creare dubbi in ordine alla gestione – ha proseguito Terzi – Per rispondere a questo tipo di perplessità, abbiamo deciso di dare vita a queste nuove linee guida, che stabiliscono nuovi criteri e nuove modalità sul trattamento e riutilizzo dei fanghi, che prevedono verifiche e controlli specifici e puntuali. Un progetto che ha carattere sperimentale per il 2015 e che, dal 2016, si strutturerà in maniera definitiva e più puntuale».

Obiettivo dichiarato: da una parte, verificare il peso ambientale dei fanghi in agricoltura e che i criteri e i limiti imposti per la componente di questi fanghi siano corretti, sostenibili sotto ogni punto di vista; dall’altra, maggiori controlli per verificare le caratteristiche dei fanghi, ma anche come vengono utilizzati in agricoltura e quali sono i riflessi sui terreni».

DAL MONDO NANOMETRICO ALLA DIMENSIONE INTERNAZIONALE: tre giovani studenti rappresentano l’Italia nel mondo

tawQuando lo scorso aprile abbiamo ricevuto la fantastica notizia di essere stati selezionati per la finale del concorso nazionale “I giovani e le scienze 2014”, organizzato dalla Federazione delle associazioni tecniche e scientifiche (Fast), il primo pensiero razionale che ci ha sfiorato è stato che si sarebbe rivelato un trampolino di lancio senza pari. Per partecipare alla competizione è necessario essere giovani scienziati con molte idee e realizzare un progetto innovativo che possa avere rilevanti applicazioni nella società e nella ricerca. La commissione sceglie 40 lavori meritevoli sui circa 1.600 presentati ogni anno e invita gli autori a esporli al Centro Congressi Fast a Milano per valutare, oltre alle basi scientifiche, anche la capacità divulgativa e selezionare le delegazioni italiane da inviare ai più importanti eventi internazionali.

Nel corso del triennio dell’istituto “Sobrero” di Casale Monferrato abbiamo sviluppato il progetto “Luminol e nanoparticelle d’argento: una coppia brillante” in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale “Avogadro” e il sostegno fondamentale dei nostri insegnanti.

In seguito a quattro estenuanti, ma incomparabili giorni in cui siamo stati interrogati dai giudici della gara, il nostro studio è stato premiato come la migliore ricerca in ambito chimico e ha ricevuto da parte della Società chimica italiana la possibilità di partecipare alla “Taiwan International Science Fair 2015”, la più importante fiera scientifica asiatica che si è tenuta a Taipei dal 4 al 10 febbraio scorsi. Questa incredibile esperienza non ci ha solo permesso di confrontarci con numerosi progetti di altissimo valore scientifico provenienti da ogni angolo della terra, ma ci ha fatto entrare in contatto e conoscere sempre meglio numerose e affascinanti culture tra cui in primis quelle cinese e taiwanese.

In seguito agli ultimi sviluppi del progetto siamo anche stati invitati dal segretario generale della Fast, Alberto Pieri, a concorrere a “Intel International Science and Engeneering Fair”, la più grande e celebre esposizione scientifica pre-universitaria al mondo, che avrà luogo a Pittsburgh in Pennsylvania dal 10 al 15 maggio, a “International Sustainable World Energy Engineering Environment Project Olympiad I-SWEEEP 2015”, evento internazionale dedicato all’energia, all’ingegneria e all’ambiente in programma a Houston in Texas dal 7 al 10 maggio, e “London International Youth Science Forum 2015”, un celebre forum internazionale che si terrà all’Imperial College di Londra dal 22 luglio al 5 agosto.

Abbiamo accettato di prendere parte a queste nuove fantastiche avventure che si riveleranno esperienze di inestimabile valore e costituiranno tasselli di base sui quali potremo costruire il nostro futuro accademico e lavorativo.

Filippo Cotta Ramusino (Mede Lomellina), Chiara Figazzolo e Stefano Sesia (Casale Monferrato)

Lucio Dalla e Ron, un concerto tributo

1020484 LUCIO DALLAUn concerto tributo alle musiche di Lucio Dalla e Ron. Sabato, alle 21, la band “Una città per cantare” sarà sul palco del teatro Besostri per eseguire brani noti e meno noti dei due grandi artisti della musica leggera italiana, che spesso hanno lavorato insieme a cominciare dallo storico tour del 1979 “Banana Republic”.

La band “Una città per cantare” si è formata nell’omonimo laboratorio musicale voluto dall’artista lomellino, con sedi a Garlasco e a Vigevano. Il progetto, nato da un’idea di Lorenzo Mantovan, è stato presentato nell’autunno 2014 allo stesso Rosalino Cellamare. «La nostra band, tributo alla musica di Ron e Dalla – spiega Mantovan – s’identifica come unica in Italia per la proposta artistica, improntata sull’esecuzione fedele dei brani più famosi, legati dal filo rosso delle emozioni che i due autori hanno saputo suscitare nel pubblico italiano».

Mantovan, voce solista, è affiancato da sei elementi: Katia Lorenzini (voce solista e cori), Roberto Pirola (pianoforte, tastiere e sintetizzatori), Lorenzo Loffarelli (basso), Alessandro Festa (batteria), Francesco Cusaro (chitarre acustiche) e suo figlio Carlo Cusaro (chitarre elettriche, lap steel e ukulele).

Costo biglietti: interi 15 euro; ridotti studenti e over 65 10 euro.

Info e prenotazioni: 335.7848613; info@teatrobesostri.it.

Discarica di amianto di Ferrera Erbognone, passo in avanti. Legambiente non ci sta

discarica«Nel Piano regionale rifiuti da poco approvato abbiamo inserito nuovi limiti e vincoli a tutela del territorio, ma questi non trovano attuazione nelle procedure già avviate prima dell’approvazione del nuovo Piano». Lo ha detto l’assessore all’Ambiente, Claudia Maria Terzi, in merito alla procedura di Autorizzazione integrata ambientale per la discarica per rifiuti contenenti amianto di Ferrera Erbognone, proposta dalla società Acta.

«Il risultato dell’approfondimento giuridico in questo caso – ha ammesso Terzi – non è stato quello atteso da me, dal Consiglio regionale e dal territorio. In ogni caso, la sentenza del Consiglio di Stato circa la vicenda di Malagnino (Cremona) ha aperto una breccia in cui voglio incunearmi per estendere l’applicazione dei criteri più tutelanti. Per farlo, ho chiesto agli uffici regionali di provvedere alla valutazione della discarica di Ferrera come se il nuovo Piano fosse già vigente, nonostante il parere di esito diverso dell’Avvocatura regionale».

Legambiente, per bocca di Renato Bertoglio, se la prende con la Regione. «Dopo quattro anni dalla presentazione della domanda, la Regione non è riuscita a raccogliere e far valere le richieste del territorio, che chiedeva una corretta pianificazione di questi impianti – dice l’esponente di Legambiente – Seppur necessarie in una fase di transizione per eliminare l’amianto, queste discariche dovevano essere dimensionate sulle necessità locali, non gestite solo da interessi privati e con la partecipazione dei cittadini. Ora, prima della discarica, dovranno fare il buco. Sì, perché adesso c’è solo territorio agricolo e per interrare l’amianto si dovrà scavare: altra assurdità o meglio affare per chi interviene».

Legambiente teme anche l’autorizzazione per l’altra discarica, quella di Cava Manara: «Così saremo l’unica provincia lombarda con due discariche, mentre la maggior parte non ne ha. A chi dice che l’autostrada Broni-Mortara porterà crescita economica, chiediamo se ora comincia a capire quale tipo di crescita si prospetta per questa provincia».

«Il ministero dica no all’autostrada Broni-Mortara»

CartinaQuattro sigle ambientaliste chiedono ai ministeri dell’Ambiente e per le Attività culturali e alla Regione Lombardia di esprimere parere negativo circa la compatibilità ambientale dell’autostrada Broni-Pavia-Mortara. Il documento con le osservazioni, in risposta alla richiesta di integrazioni indirizzata alla società proponente Sabrom, è firmato da Wwf, Lipu, Fondo ambiente italiano e Italia Nostra. «Il progetto – scrivono le associazioni – presenta un forte consumo di suolo agricolo, cui occorre aggiungere gli effetti che l’infrastruttura comporterà sull’agricoltura». A rischio, in particolare, saranno le aziende agricole, caratterizzate da un indice di impatto da medio ad alto: 70,4% di quelle risicole e 74,2% di quelle non risicole. «Allo stesso tempo – aggiungono – l’infrastruttura comporta un risparmio di tempo medio in termini di viabilità nord-sud, quella che il territorio richiede, pari a soli 9,79 minuti, che di per sé non compensano gli impatti ambientali e i danni economici alle aziende generati dal progetto».

Bocciatura su tutta la linea. Secondo Wwf, Lipu, Fai e Italia Nostra, il progetto risulta «incongruente con le nuove prospettive, le scelte e gli orientamenti della legislazione in materia di consumo di suolo e di salvaguardia del territorio agricolo, e impatta notevolmente sulla matrice agricola e sul sistema irriguo causando un livello di rottura del sistema esistente troppo elevato».

Riscontrate anche «gravi carenze nell’analisi e nelle valutazioni di impatto paesaggistico-visivo», mentre gli interventi di potenziamento della rete derivano da «una selezione che sembra rispondere più a logiche di coerenza con l’intervento progettato, che non da effettive differenze di livello decisionale o programmatico: per esempio, manca negli scenari di riferimento la tangenziale Ovest Esterna di Milano. Di fatto, nessuno degli scenari presi in considerazione dallo studio corrisponde allo stato effettivo della programmazione infrastrutturale a livello regionale».

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