Lingua nazionale: le ragioni del fiorentino

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«Desidererei sapere se al momento di basare la lingua italiana su un dialetto italiano fu in ballottaggio oltreché il fiorentino anche la lingua veneta».

È pacifico che ogni dialetto avrebbe potuto, in linea generale e teorica, assurgere in Italia alla funzione e alla dignità di lingua nazionale, ossia essere adottato come lingua ufficiale da tutti i parlanti quale che fosse la loro parlata originaria.
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La questione dell’identità linguistica

scansione0001Fino a non molti anni fa la stragrande maggioranza degli studiosi e degli addetti ai lavori era convinta che non vi fosse alcun motivo di temere un influsso eccessivo dell’inglese sull’italiano. Ci si appellava alle normali vicende di ciascuna lingua, che vedono nello scambio reciproco di vocaboli con altre lingue un fenomeno non solo inevitabile, ma del tutto positivo. Qualcuno all’inizio degli anni Duemila cominciò però a far notare che il flusso di anglicismi stava assumendo in italiano proporzioni abnormi, sconosciute ad altre lingue europee. Per di più appariva chiaro un principio di colonizzazione lin­guistica strisciante, che prevedeva l’arretramento dell’italiano in favore dell’inglese in diversi campi del sapere. Continua a leggere “La questione dell’identità linguistica”

Tutti pazzi per l’italiano, la lingua delle insegne

«La promozione della lingua italiana nel mondo è uno strumento essenziale di politica estera nonché un innegabile fattore di crescita economica». A parlare è il vice ministro degli Esteri Mario Giro, ideatore degli Stati generali della lingua italiana, un progetto lanciato dalla Farnesina per stimolare la diffusione dell’italiano all’estero. Al di là dell’intrinseco valore dell’internazionalizzazione di una lingua in termini di influenza culturale e “soft power”, che non è sfuggito ai cinesi che stanno investendo fior di quattrini per stimolare lo studio del cinese nel mondo, l’utilizzo dell’italiano all’estero è un business: fa vendere di più. «L’italiano – dice Giro … Continua a leggere Tutti pazzi per l’italiano, la lingua delle insegne

Salviamo il latino, la lingua più parlata del mondo

di Salvatore Settis La lingua più parlata del mondo? È il latino. Non quel che resta del latino ecclesiastico, né quello dei pochi filologi classici ancora in grado di scriverlo, né dei certami ciceroniani, stranamente popolari. Ma il latino che parliamo ogni giorno, con le sue trasformazioni storiche: quello delle lingue neolatine, o romanze. Lo spagnolo come lingua materna è da solo, con 500 milioni di parlanti, secondo al mondo soltanto al cinese. Se vi aggiungiamo il portoghese (230 milioni), il francese (100), l’italiano (65) e il romeno (35), si arriva a 930 milioni di “parlanti latino”. Senza contare le … Continua a leggere Salviamo il latino, la lingua più parlata del mondo

La grande bellezza dell’italiano

Il professor Giuseppe Patota è docente di Linguistica italiana al’Università di Siena (sede di Arezzo); autore di oltre cento pubblicazioni, tutti libri sull’uso della nostra lingua. Inoltre, è consulente linguistico di Rai Scuola per la realizzazione di programmi finalizzati all’insegnamento dell’italiano a stranieri, accademico della Crusca, presidente della giuria delle Olimpiadi di italiano organizzate dal Miur e direttore delle collane “Grammatiche e lessici” e “Le varietà dell’italiano”. Il suo ultimo libro raccoglie tre saggi sui padri fondatori e paradigmi della nostra lingua, Dante, Petrarca e Boccaccio, e l’autore ci fa capire che la prima grande bellezza dell’Italia è certamente la sua lingua. … Continua a leggere La grande bellezza dell’italiano

L’italiano non è una lingua da museo

Cultura sì, ma anche veicolo di affari

di Paolo Di Stefano

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Nicolò Machiavelli

Dante, Petrarca, Machiavelli, Galileo… C’è una lingua più bella dell’italiano? Domanda complicata e probabilmente inutile: le lingue non sono né belle né brutte. Ma lasciando perdere i confronti, certo è che l’italiano può vantare punte eccelse di stile, di dolcezza, di eleganza, di armonia. Non per nulla Thomas Mann lo definì «idioma celeste», ovvero «la lingua degli angeli». Associare l’italiano alla Bellezza per antonomasia, sia pure con l’aiuto di numerosi stereotipi, è stato un esercizio praticato per secoli: le cosiddette Tre Corone furono per molto tempo un modello linguistico insuperato in Europa. E oggi l’italiano resta per molti una lingua di cultura, di arte, di turismo, di emigrazione, senza dimenticare che gli ultimi tre papi, stranieri, non hanno mai smesso di utilizzare la nostra lingua come lingua ufficiale con cui parlare al mondo cattolico, una sorta di «inglese dei preti». La lingua italiana è una risorsa per il Paese, anche economica, oltre che culturale e identitaria. E come ogni risorsa, per essere conservata, anche la lingua ha bisogno di cure, di attenzione. Continua a leggere “L’italiano non è una lingua da museo”

La costruzione della lingua eterna

valerIl Sole-24 Ore pubblica la prima delle tre puntate attraverso le quali Nicola Gardini mostrerà che il latino è lingua, se non viva, vivente, perché ancora invita a risposte e interpretazioni attraverso la voce dei suoi grandi autori. Tre puntate che intendono anche offrire le conoscenze minime sul ruolo che questa lingua ha avuto nei secoli e che ha ancora. Un simile esperimento fu lanciato in queste pagine nel 2012 con la serie «Tutta la fisica in tre puntate» di Carlo Rovelli, poi riproposte nel best seller mondiale Sette brevi lezioni di fisica (Adelphi, 2014 e Penguin 2015, ora ai primi posti delle classifiche anglosassoni). Continua a leggere “La costruzione della lingua eterna”