Prontuario per uno stile moderno ed elegante

scansione0002Un programma di scrittura corregge i nostri refusi (preziosa la correzione anche quando si devono scrivere testi in una lingua straniera: combinando Google traduttore e la correzione delle lingue straniere dei programmi di scrittura si possono fare miracoli di comunicazione poliglotta), ma naturalmente non potrà sostituire lo scrivente fino al punto di dargli le doti di chiarezza, stile, eleganza. Per questo, occorre arrangiarsi da soli. Sono doti che non si improvvisano. Un tempo si ammetteva che scrivere è un dono di natura. Oggi si attribuisce molto spazio alla tecnica. In ogni modo è una tecnica che costa fatica e che non si conquista in quattro e quattr’otto. Continua a leggere “Prontuario per uno stile moderno ed elegante”

Due abbazie benedettine unite per un giorno

 

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L’abbazia benedettina di San Pietro, oggi sede del Comune di Breme

Due luoghi sacri che hanno scritto la storia religiosa e non del Nord Italia per lunghi secoli. Oggi (sabato 11 giugno) rivivranno i percorsi millenari delle abbazie benedettine dei santi Pietro e Andrea della Novalesa, in val di Susa (Torino), e di Breme, già dedicata a san Pietro e ora sede del municipio e dell’asilo infantile. Alle 15 nel chiostro dell’antica abbazia di Breme sarà inaugurata la mostra fotografica “L’abbazia di San Pietro in Breme: un percorso di fede e di storia tra la Lomellina e l’Europa”, realizzata dal Comune e dall’Accademia di San Pietro, coordinata dal parroco don Cesare Silva. Continua a leggere “Due abbazie benedettine unite per un giorno”

L’italiano non è una lingua da museo

Cultura sì, ma anche veicolo di affari

di Paolo Di Stefano

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Nicolò Machiavelli

Dante, Petrarca, Machiavelli, Galileo… C’è una lingua più bella dell’italiano? Domanda complicata e probabilmente inutile: le lingue non sono né belle né brutte. Ma lasciando perdere i confronti, certo è che l’italiano può vantare punte eccelse di stile, di dolcezza, di eleganza, di armonia. Non per nulla Thomas Mann lo definì «idioma celeste», ovvero «la lingua degli angeli». Associare l’italiano alla Bellezza per antonomasia, sia pure con l’aiuto di numerosi stereotipi, è stato un esercizio praticato per secoli: le cosiddette Tre Corone furono per molto tempo un modello linguistico insuperato in Europa. E oggi l’italiano resta per molti una lingua di cultura, di arte, di turismo, di emigrazione, senza dimenticare che gli ultimi tre papi, stranieri, non hanno mai smesso di utilizzare la nostra lingua come lingua ufficiale con cui parlare al mondo cattolico, una sorta di «inglese dei preti». La lingua italiana è una risorsa per il Paese, anche economica, oltre che culturale e identitaria. E come ogni risorsa, per essere conservata, anche la lingua ha bisogno di cure, di attenzione. Continua a leggere “L’italiano non è una lingua da museo”