La questione dell’identità linguistica

Fino a non molti anni fa la stragrande maggioranza degli studiosi e degli addetti ai lavori era convinta che non vi fosse alcun motivo di temere un influsso eccessivo dell’inglese sull’italiano. Ci si appellava alle normali vicende di ciascuna lingua, che vedono nello scambio reciproco di vocaboli con altre lingue un fenomeno non solo inevitabile,Continua a leggere “La questione dell’identità linguistica”

Le università preda dell’anglo-pedagoghese

Il sito si chiama Roars, Return on academic ReSearch. Discute di università, istruzione, ricerca e delle politiche connesse. Ospita anche una sezione di scritti in lingua inglese. Eppure proprio Roars pubblica un breve articolo intitolato “Talis, Byod, Iea Pirls! Ed ecco a voi, Siore e Siori, la neolingua del Miur”, che se la prende conContinua a leggere “Le università preda dell’anglo-pedagoghese”

Bellezza e logica: il latino piace alle imprese

di Antonio Calabrò La bellezza, come essenziale caratteristica dei prodotti dell’industria italiana, la loro migliore leva competitiva: il design, originale sintesi di qualità estetiche e funzionalità. E dunque la cultura, con le sue radici e il suo futuro, come strumento di sviluppo. Ragiona proprio di questo, il Rapporto 2016 “Esportare la dolce vita / IlContinua a leggere “Bellezza e logica: il latino piace alle imprese”

Salviamo il latino, la lingua più parlata del mondo

di Salvatore Settis La lingua più parlata del mondo? È il latino. Non quel che resta del latino ecclesiastico, né quello dei pochi filologi classici ancora in grado di scriverlo, né dei certami ciceroniani, stranamente popolari. Ma il latino che parliamo ogni giorno, con le sue trasformazioni storiche: quello delle lingue neolatine, o romanze. LoContinua a leggere “Salviamo il latino, la lingua più parlata del mondo”

Lingua italiana e inglesismi: come salvare il salvabile

Intervista con il prof. Raffaele Simone, filosofo e linguista, sull’invasione di termini stranieri nell’italiano. da La voce di New York Abbiamo posto alcune domande sull’invasione di parole straniere nella lingua italiana a Raffaele Simone, filosofo e professore Emerito di Linguistica. Docente di Linguistica generale presso l’Università di Roma Tre, Raffaele Simone ha insegnato in diverse università italiane. Direttore delContinua a leggere “Lingua italiana e inglesismi: come salvare il salvabile”

La lingua che parliamo influenza la personalità e modella il cervello

La nostra visione del mondo è profondamente condizionata, fra l’altro, dal linguaggio che usiamo per esprimerci. L’idioma madre viene oggi correlato anche ad atteggiamenti che ne sembrerebbero lontani, come la propensione al risparmio o il senso di colpa.

Il Bel Paese dove l’Ok suona

«Non vogliamo fare la guerra all’inglese, ma vogliamo rammentare ai parlanti italiani che in molti casi esistono parole italiane utilizzabili, comode e trasparenti. Vogliamo provare a proporle a tutti come possibile alternativa, per promuovere la grande ricchezza lessicale ed espressiva della nostra lingua». In questo modo si espresse, circa un anno fa, Claudio Marazzini, presidenteContinua a leggere “Il Bel Paese dove l’Ok suona”

La Crusca boccia i forestierismi

Meglio le espressioni “salvataggio interno” e “salvataggio esterno”, più chiare dei termini inglesi economici “bail in” e “bail out”. E meglio sostituire “smart working” con “lavoro agile”: locuzione italiana perfettamente equivalente a quella inglese. L’invito arriva dal gruppo di specializzazione in “forestierismi” Incipit dell’Accademia della Crusca, la più importante istituzione italiana che raccoglie studiosi diContinua a leggere “La Crusca boccia i forestierismi”