Il dialetto lomellino resisterà negli anni

Io e Maria Forni
Maria Forni con Umberto De Agostino alla libreria “Le mille e una pagina” di Mortara

Maria Forni sviluppa il suo pensiero sullo stato di salute del dialetto lomellino in vista dell’incontro “In Lomellina… si dice ancora così? Riflessioni sulla lingua dialettale al giorno d’oggi”, in programma oggi (mercoledì 18 aprile), alle 16.30, alla biblioteca “Francesco Pezza” (Civico17) di Mortara.
«Anche se le statistiche ci mostrano il progressivo decadere del dialetto, affermo con Gian Luigi Beccaria, insigne linguista piemontese appassionato del linguaggio vernacolare, che i dialetti non muoiono, anche se è finito quel mondo che li intrideva, la cultura contadina che li sosteneva. Certamente il dialetto lomellino è in fase conservativa, meno fertile e creativo di un tempo, quando si poteva considerare una lingua, parlata da tutti gli abitanti. Continua a leggere “Il dialetto lomellino resisterà negli anni”

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Sindaca? Solo un’idiozia boldriniana!

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La “cittadinanza” e non solo i “cittadini”, la “clientela” al posto de “i clienti”. E poi sindaca, assessora, ministra fino alla provocazione del cartello che invita a “procedere a passo d’uomo” e “di donna”.  Anche il Comune di
Torino sceglie il linguaggio di genere per i suoi documenti e la sua comunicazione. Continua a leggere “Sindaca? Solo un’idiozia boldriniana!”

E i francesi che s’incazzano…

Comunque vadano a finire le attuali gravi controversie franco-italiane, la Libia, i migranti, i cantieri e il cuoco bolognese licenziato in Borgogna perché si rifiutava di stracuocere le tagliatelle, una guerra è improbabile. Come molti stranieri, e forse anche più di altri, i francesi non hanno grande considerazione per l’Italia, ma adorano gli italiani.
Perché il Paese sarà pure inaffidabile, inefficiente, inattendibile e ogni altro aggettivo che cominci per «in», ma è pur sempre quello che esporta gli oggetti più belli, le macchine più veloci, il cibo più buono, i vestiti più eleganti e Monica Bellucci. Continua a leggere “E i francesi che s’incazzano…”

Lingua nazionale: le ragioni del fiorentino

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«Desidererei sapere se al momento di basare la lingua italiana su un dialetto italiano fu in ballottaggio oltreché il fiorentino anche la lingua veneta».

È pacifico che ogni dialetto avrebbe potuto, in linea generale e teorica, assurgere in Italia alla funzione e alla dignità di lingua nazionale, ossia essere adottato come lingua ufficiale da tutti i parlanti quale che fosse la loro parlata originaria.
Continua a leggere “Lingua nazionale: le ragioni del fiorentino”

«Nuova politica linguistica in Italia»

parlo-italianoCon una recentissima sentenza (n. 42/2017), la Corte costituzionale ha ribadito la centralità costituzionalmente necessaria della lingua italiana, quale elemento fondamentale di identità individuale e collettiva, nonché elemento costitutivo della storia e dell’identità nazionale.

Il giudizio dinanzi alla Corte – traendo origine dalle delibere del dicembre 2011, con le quali il Politecnico di Milano imponeva l’inglese come “lingua ufficiale” nelle lauree magistrali e nelle Scuole di dottorato, escludendo, dunque, l’italiano – aveva ad oggetto l’art. 2, c. 2, lettera l), della legge 240/2010, che consente, per il miglior perseguimento dell’internazionalizzazione, l’attivazione di corsi “anche” in lingua straniera. Continua a leggere “«Nuova politica linguistica in Italia»”

Lingua e identità contro la globalizzazione

  «È partita la nostra controrivoluzione culturale: contro la globalizzazione anteponiamo la lingua e l’identità, perché la lingua madre è la base delle nostre radici, della nostra storia, di quello che siamo, di quello che vogliamo continuare a essere». Lo ha detto l’assessore alle Culture di Regione Lombardia, Cristina Cappellini, intervenendo al convegno “Parlare lombardo per riscoprire chi siamo”, che si è tenuto a Milano, al Belvedere di Palazzo Lombardia, davanti a oltre cento partecipanti. Oltre all’assessore Cappellini, erano presenti il cantautore Davide Van De Sfroos, il docente di bilinguismo Marco Tamburelli e l’artista Roberto Marelli.   «Con la legge … Continua a leggere Lingua e identità contro la globalizzazione

Tutti pazzi per l’italiano, la lingua delle insegne

«La promozione della lingua italiana nel mondo è uno strumento essenziale di politica estera nonché un innegabile fattore di crescita economica». A parlare è il vice ministro degli Esteri Mario Giro, ideatore degli Stati generali della lingua italiana, un progetto lanciato dalla Farnesina per stimolare la diffusione dell’italiano all’estero. Al di là dell’intrinseco valore dell’internazionalizzazione di una lingua in termini di influenza culturale e “soft power”, che non è sfuggito ai cinesi che stanno investendo fior di quattrini per stimolare lo studio del cinese nel mondo, l’utilizzo dell’italiano all’estero è un business: fa vendere di più. «L’italiano – dice Giro … Continua a leggere Tutti pazzi per l’italiano, la lingua delle insegne