Conti Langosco di Langosco, mille anni di storia

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La madre di Ricciardino Langosco in cerca del figlio morto (quadro di Pasquale Massacra, primo Ottocento)

Più di mille anni di storia, dai Longobardi al Sacro Romano Impero e alle lotte fra Comuni e signorie medievali fino a oggi. I conti Langosco di Langosco rappresentano una delle cento famiglie millenarie d’Italia e d’Europa: domenica 29 aprile il capo della casata nobiliare, il 72enne Riccardo, arriverà a Langosco, paese d’origine della sua famiglia, per inaugurare il gonfalone comunale e assistere all’intitolazione dell’area davanti alla chiesa ai conti Langosco di Langosco. Continua a leggere “Conti Langosco di Langosco, mille anni di storia”

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Il “truco” dalle pampas alla Lomellina

trucDalle pampas e dalla Boca, il quartiere italiano di Buenos Aires, alle risaie della Lomellina: il gioco di carte chiamato truco in spagnolo e trucco in italiano racchiude in sé un intero mondo. Un mondo che attraversa l’Atlantico e i secoli, e che si è nutrito di emigrazione stagionale, di sudore e di fatica, ma allo stesso tempo di passione, di sberleffi e di tante bevute di vino rosso. Questo gioco di carte è il simbolo più autentico e forse anche inconsapevole di uno spaccato di storia italiana e, nel suo piccolo, lomellina: il fenomeno delle migliaia di braccianti che, fra Otto e Novecento, ogni autunno s’imbarcavano a Genova sui piroscafi “Torino” e “Genova” per andare a “fare il raccolto” (la cosecha) nell’emisfero australe, dove iniziava la primavera. Continua a leggere “Il “truco” dalle pampas alla Lomellina”

Le peripezie di Fra’ Cipolla nella patria della “rossa”

Attori amatoriali di tutte le età, dai 14 agli 81 anni, sul palco con “Teatro in Laumellum”. La compagnia teatrale di Lomello replicherà a Breme la celebre novella “Fra’ Cipolla”, inserita nel Decamerone di Giovanni Boccaccio. Lo spettacolo è in agenda domenica 27 novembre, alle 21, nella sala polifunzionale di via Po. Celeberrima la figura del frate, che nel 1984 Alberto Sordi interpretò nel film “Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno” di Mario Monicelli: a Breme prenderà le forme di Mario Milanesi. Poi il numeroso cast che va dall’adolescente Hysni Laci (Arcibaldo) al veterano Giuseppe Berri, 81 anni, che anni fa aveva tradotto … Continua a leggere Le peripezie di Fra’ Cipolla nella patria della “rossa”

Una realtà tutta lomellina: “Chorus Sancti Laurentii”

Il primo nucleo vocale del “Chorus Sancti Laurentii” si è formato a Galliavola, nella chiesa di San Lorenzo Martire, per rispondere all’invito di monsignor Elio Caspani, allora reggente la parrocchia, con un impegno che abbinasse alla liturgia, da lui magistralmente condotta, una musica ben concepita ed esteticamente ben eseguita. Ben presto chi ha accettato questo invito ha scoperto, oltre al piacere di cantare insieme, che lo studio del canto è in realtà un percorso di educazione al bello, la tensione a un’armonia che eleva e sollecita lo spirito. Naturalmente nulla sarebbe stato possibile senza la volontà, la pazienza e la … Continua a leggere Una realtà tutta lomellina: “Chorus Sancti Laurentii”

Piccoli Comuni, fondetevi!

alazzo-chigiIl governo dovrebbe imporre dall’alto la fusione dei Comuni inferiori ai 5mila abitanti. I sindaci della Lomellina approvano la possibilità prevista dalla legge Delrio, che riprende e amplia il precedente Testo unico degli enti locali del 2000, dicendosi contrari con una larga maggioranza ai campanilismi. Nella Legge di stabilità votata alla fine di dicembre, fra l’altro, è previsto che una quota del Fondo di solidarietà comunale non inferiore a 30 milioni di euro vada ai Comuni istituiti a seguito di fusione «al fine di incentivare il processo di riordino e semplificazione degli enti territoriali». Continua a leggere “Piccoli Comuni, fondetevi!”

Annibale e Scipione al Ticino

  • Quinta e ultima parte

Don Calvi scrive alla metà del XIX secolo, ma il suo lavoro uscirà postumo nel 1874, sei anni dopo la morte. Nel 1881 un altro sacerdote, il vigevanese Antonio Colli, dà alle stampe Ricerche storiche sulla Lomellina, in cui fa rilevare una presunta discrepanza nel testo liviano.

Veduta aerea di Lomello
Veduta aerea di Lomello (foto di Flavio Chiesa)

In un’edizione del XXI libro dello storico patavino si legge, appunto, a vico tumulis, ma don Colli cita una seconda versione, in cui Scipione si fermò a 5.000 passi non dal piccolo villaggio nei pressi del Ticino, ma dai victumulis in cui il comandante cartaginese aveva posto gli accampamenti. Sarebbe indispensabile, dunque, risalire alle esatte parole utilizzate da Tito Livio, il cui racconto andrebbe comunque confrontato con la conformazione morfologica dei luoghi, con le strade allora utilizzate e con le etimologie dei toponimi. Don Colli cita le edizioni della storia Ab urbe condita di Venezia del 1683 e di Torino del 1750 – quest’ultima presa in esame dal Robolini – da cui prevarrebbe l’ipotesi della battaglia fra Garlasco, Tromello e Gambolò. “Il vico cui da Tito Livio si accenna dovrebbe essere Vigevano, che corrisponde appunto nella sua denominazione a questa parola Vicus Lævorum, donde è derivato il nome di Viclevo o Vigevano”, precisa don Colli. E i tre paesi lomellini presunto teatro dello scontro sono situati all’incirca a 5.000 passi a sud di Vigevano. Non ci dilunghiamo, invece, sulla tesi riportata dal sacerdote, ma già esposta dal Pollini: che la località in questione possa essere stata appunto quell’ad tumulis di Tito Livio, che fu poi corretta in Antona, ragguardevole abitato e forse città.
Da ultimo, una curiosità, destinata comunque a rimanere tale. Don Colli si rifà a una carta corografica del Rusconi, inserita nel volume Gli Ictimoli e i Bessi, per alimentare le indiscrezioni su un fantomatico borgo di Maàrbale, che prende il nome dal comandante di cavalleria numida agli ordini del Cartaginese. Rusconi lo colloca fra Cergnago e San Giorgio Lomellina, in riva al torrente Arbogna. Leggenda o verità?

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