Soprintendenza, l’Ecomuseo è pronto per le visite ai castelli!

Carlo Catacchio, neo soprintendente all’archeologia, alle belle arti e al paesaggio per la provincia di Pavia, ha visitato Gambolò suggerendo un circuito turistico incentrato sui castelli della Lomellina. L’idea, però, è già concretizzata da diversi mesi dall’Ecomuseo del paesaggio lomellino, il cui presidente Francesco Berzero ha scritto allo stesso Catacchio. «L’Ecomuseo – spiega Berzero, sindaco di Breme – sta organizzando visite nei castelli della zona attraverso il progetto “Lomellina, la piccola Loira”: abbiamo iniziato ad aprile raccogliendo finora oltre 500 visitatori, di cui molti provenienti dai territori limitrofi come il Milanese e il Piemonte. Lo scopo di mettere in rete … Continua a leggere Soprintendenza, l’Ecomuseo è pronto per le visite ai castelli!

Contro la peste la Lomellina pregava San Rocco

roccoRocco è da secoli uno dei santi più venerati in Lomellina, dove in molti paesi si trova una chiesa a lui dedicata. Il nome del pellegrino e taumaturgo nato a Montpellier e morto a Voghera nella notte tra il 15 e 16 agosto, in un anno imprecisato tra il 1376 e il 1379, è legato al flagello della peste. Dal Medioevo in poi anche le comunità lomelline chiedevano al santo di intercedere presso il Signore per far cessare il terribile contagio. Continua a leggere “Contro la peste la Lomellina pregava San Rocco”

«La mia famiglia: Asburgo Lorena e Savoia Aosta»

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Martino d’Asburgo Lorena Este

L’arciduca Martino d’Asburgo Lorena Este racconta la storia di Sartirana Lomellina, d’Italia e d’Europa seduto davanti ai quadri dei suoi nonni: Carlo I d’Asburgo, ultimo imperatore d’Austria-Ungheria, esiliato nel 1919 dopo la sconfitta nella Prima guerra mondiale e beatificato nel 2004 da papa Giovanni Paolo II, e Amedeo di Savoia Aosta, viceré d’Etiopia dal 1937 al 1941 e imprenditore agricolo a Sartirana nei primi anni Trenta. Lo stesso Martino, oggi 59enne, ha scelto di coltivare la terra proprio come il nonno e nel 1983, dopo la laurea in Agraria all’Università di Monaco di Baviera, si è insediato a Sartirana, nell’azienda agricola alle spalle del castello di proprietà dei Savoia Aosta fino agli anni Sessanta. Dal matrimonio con la principessa Katharina von Isenburg sono nati Bartolomeo, Emanuel, Elena e Luigi Amedeo, quest’ultimo omonimo del duca degli Abruzzi, celebre alpinista ed esploratore morto nel 1933 in Somalia. Secoli di Storia scorrono nelle parole dell’arciduca: dall’imperatore Carlo V d’Asburgo, sul cui impero non tramontava mai il sole, ad Adolf Hitler, «che odiava gli Asburgo e che volle a tutti i costi incontrare mio zio Ottone senza mai riuscirci». Continua a leggere “«La mia famiglia: Asburgo Lorena e Savoia Aosta»”

Teresio Olivelli, nuovo beato lomellino

olivAlle 10.44 di sabato 3 febbraio Teresio Olivelli è diventato un beato della Chiesa cattolica. Il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le cause dei santi, ha letto la Lettera apostolica scritta in latino e firmata da papa Francesco e, subito dopo, è stato alzato il drappo che copriva l’immagine del “ribelle per amore”. Nella stessa dichiarazione pontificia è stato indicato il giorno in cui, ogni anno, si potrà celebrare la sua memoria liturgica: 16 gennaio, giorno del suo battesimo. Il lungo applauso dei 3mila partecipanti alla cerimonia svoltasi nel Palasport di Vigevano ha concluso il cuore del rito di beatificazione, momento di grande emozione per la diocesi di Vigevano e per la Lomellina. Continua a leggere “Teresio Olivelli, nuovo beato lomellino”

Il “truco” dalle pampas alla Lomellina

trucDalle pampas e dalla Boca, il quartiere italiano di Buenos Aires, alle risaie della Lomellina: il gioco di carte chiamato truco in spagnolo e trucco in italiano racchiude in sé un intero mondo. Un mondo che attraversa l’Atlantico e i secoli, e che si è nutrito di emigrazione stagionale, di sudore e di fatica, ma allo stesso tempo di passione, di sberleffi e di tante bevute di vino rosso. Questo gioco di carte è il simbolo più autentico e forse anche inconsapevole di uno spaccato di storia italiana e, nel suo piccolo, lomellina: il fenomeno delle migliaia di braccianti che, fra Otto e Novecento, ogni autunno s’imbarcavano a Genova sui piroscafi “Torino” e “Genova” per andare a “fare il raccolto” (la cosecha) nell’emisfero australe, dove iniziava la primavera. Continua a leggere “Il “truco” dalle pampas alla Lomellina”

La fauna selvatica della Lomellina

copertina fauna2Fauna selvatica lomellina è un testo inedito del prof. Francesco Moro, scritto negli anni Ottanta del Novecento: oggi viene pubblicato postumo, a più di vent’anni dalla sua scomparsa. La presentazione è in programma sabato 20 maggio, alle 17, a Sartirana Lomellina nella Villa Buzzoni Nigra di via Amedeo d’Aosta.

L’autore, insegnante di italiano, latino e inglese, e studioso della cultura e del dialetto lomellino dal 1948, in questo testo ha analizzato più di duecento specie appartenenti alla fauna selvatica presente in Lomellina: mammiferi, rettili, anfibi, pesci, uccelli e insetti che popolavano e popolano la campagna e la vita dei suoi abitanti. Risaltano i nomi originari dialettali, la loro incidenza nella cultura popolare e nel vernacolo lomellino, termini purtroppo ormai sconosciuti, soprattutto ai più giovani.

È stato mantenuto il testo originale, come “fotografia” di quegli anni tutto sommato recenti, e sono state evidenziate situazioni modificatasi negli anni. Diverse illustrazioni guidano il lettore nel riconoscimento delle specie descritte e tavole fuori testo raccontano una realtà e una quotidianità definitivamente scomparse. Continua a leggere “La fauna selvatica della Lomellina”

«Risaia in asciutta? Meglio di no»

Risaia Cariati«La semina interrata del riso rappresenta, di fatto, uno stravolgimento colturale e forse anche culturale che potrebbe essere epocale. Dunque ritengo che il Piano di sviluppo rurale debba favorire la semina in sommersione affiancandola, in modo proporzionale, a quella interrata». Alberto Lasagna, responsabile del consorzio irriguo Est Sesia per la Lomellina, prende posizione contro la pratica del riso in asciutta, che dal punto di vista operativo rappresenta sì un vantaggio semplificando le operazioni sia di preparazione del terreno sia di prima gestione della coltura necessitando di minori interventi meccanici svolti, peraltro, su terreno asciutto. Continua a leggere “«Risaia in asciutta? Meglio di no»”