L’inglese lingua di lavoro? Non è la scelta migliore

Nelle nostre università si tende ormai a considerare l’italiano quasi residuale, anche quando non esiste la minima necessità di evitare di utilizzarlo È possibile che nell’università italiana, e tra italiani, la lingua di lavoro diventi l’inglese? Sì, è precisamente quello che sta già accadendo, sia pure nella disattenzione generale. Ad alcuni docenti (tra i qualiContinua a leggere “L’inglese lingua di lavoro? Non è la scelta migliore”

«La scuola ha smesso di insegnare l’italiano»

Stiamo assistendo a un fenomeno: i mali del nostro sistema di istruzione vengono spesso denunciati pubblicamente non dalla scuola, ma dall’Università e, a livelli più avanzati, dagli ordini professionali. Non si contano le lamentele dei professori di Giurisprudenza sull’incapacità degli studenti di quella Facoltà (la chiamo ancora così, anche se questa struttura è stata cancellata)Continua a leggere “«La scuola ha smesso di insegnare l’italiano»”

La fauna selvatica della Lomellina

Fauna selvatica lomellina è un testo inedito del prof. Francesco Moro, scritto negli anni Ottanta del Novecento: oggi viene pubblicato postumo, a più di vent’anni dalla sua scomparsa. La presentazione è in programma sabato 20 maggio, alle 17, a Sartirana Lomellina nella Villa Buzzoni Nigra di via Amedeo d’Aosta. L’autore, insegnante di italiano, latino eContinua a leggere “La fauna selvatica della Lomellina”

«Nuova politica linguistica in Italia»

Con una recentissima sentenza (n. 42/2017), la Corte costituzionale ha ribadito la centralità costituzionalmente necessaria della lingua italiana, quale elemento fondamentale di identità individuale e collettiva, nonché elemento costitutivo della storia e dell’identità nazionale. Il giudizio dinanzi alla Corte – traendo origine dalle delibere del dicembre 2011, con le quali il Politecnico di Milano imponevaContinua a leggere “«Nuova politica linguistica in Italia»”

Le università preda dell’anglo-pedagoghese

Il sito si chiama Roars, Return on academic ReSearch. Discute di università, istruzione, ricerca e delle politiche connesse. Ospita anche una sezione di scritti in lingua inglese. Eppure proprio Roars pubblica un breve articolo intitolato “Talis, Byod, Iea Pirls! Ed ecco a voi, Siore e Siori, la neolingua del Miur”, che se la prende conContinua a leggere “Le università preda dell’anglo-pedagoghese”

La bocchetta della risaia è computerizzata

La cascina Cerino di Semiana sperimenta la gestione irrigua automatizzata in risaia: la bocchetta regolerà il livello dell’acqua attraverso una serie di sensori. Il progetto pilota attivato dal dipartimento di Scienze agrarie e ambientali dell’Università degli Studi di Milano è incentrato su un prototipo di paratoia automatizzata all’ingresso di una camera di risaia campione, dellaContinua a leggere “La bocchetta della risaia è computerizzata”

L’inglese (eccessivo) avanza nelle università!

Continua l’azione del gruppo Incipit dell’Accademia della Crusca nell’individuazione di anglicismi incipienti, degli anglicismi cioè che hanno già un buon livello di diffusione e che, tuttavia, non hanno ancora preso piede nel parlato degli Italiani. Questa volta è il turno di una serie di anglicismi utilizzati da diverse istituzioni universitarie italiane. In un comunicato ilContinua a leggere “L’inglese (eccessivo) avanza nelle università!”

La classicità rovinata dai filologi classici

Apre la mente? Non è detto. È un ottimo esercizio per la logica? La matematica lo è di più. Il latino, suo malgrado, gode da tempo di cattiva fama. E la colpa non è sua, spiega il professor Ivano Dionigi, fino al 2015 rettore dell’Università di Bologna e insigne latinista. «La colpa è dei suoi difensori,Continua a leggere “La classicità rovinata dai filologi classici”