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tratIl progetto di riutilizzo dei fanghi di depurazione in Lomellina è stato presentato il 28 aprile scorso nella sede territoriale regionale di Pavia (Ster) dall’assessore regionale all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Maria Terzi.

«La giornata di oggi è importante per Regione Lombardia, per Arpa e, naturalmente, per le quattro Province interessate: Pavia, Lodi, Cremona e Bergamo – ha spiegato l’assessore – L’idea era di presentare il progetto proprio in uno dei territori oggetto quest’anno della prima sperimentazione, che diventerà strutturata a partire dall’anno seguente. La Lomellina si è dimostrata più sensibile rispetto alle tematiche sull’utilizzo dei fanghi in agricoltura e con il maggior numero di imprese del settore. Due le riflessioni: una relativa all’impatto ambientale che l’utilizzo dei fanghi in agricoltura può avere perché comunque sono rifiuti che, debitamente trattati, possono essere utilizzati per lo spandimento in agricoltura; l’altra riguarda la questione sociale che deriva da questo tipo di attività, per le emissioni olfattive legate a questa pratica».

Arpa effettuerà i necessari controlli nel 2015. «Tra i livelli del nostro intervento verificheremo in fase di trattamento in ognuno dei nove impianti collocati nel territorio, in fase di spandimento – ha spiegato il presidente di Arpa Lombardia, Bruno Simini – Inoltre, controlleremo la compatibilità del terreno che riceve i fanghi stessi. Il progetto è già partito e si concluderà alla fine dell’anno».

«Spesso, sia come Regione Lombardia sia come Arpa, ricevevamo segnalazioni sulla limitatezza dei controlli effettuati in ordine a queste pratiche del tutto autorizzate e di competenza della Provincia, ma che in qualche modo potevano creare dubbi in ordine alla gestione – ha proseguito Terzi – Per rispondere a questo tipo di perplessità, abbiamo deciso di dare vita a queste nuove linee guida, che stabiliscono nuovi criteri e nuove modalità sul trattamento e riutilizzo dei fanghi, che prevedono verifiche e controlli specifici e puntuali. Un progetto che ha carattere sperimentale per il 2015 e che, dal 2016, si strutturerà in maniera definitiva e più puntuale».

Obiettivo dichiarato: da una parte, verificare il peso ambientale dei fanghi in agricoltura e che i criteri e i limiti imposti per la componente di questi fanghi siano corretti, sostenibili sotto ogni punto di vista; dall’altra, maggiori controlli per verificare le caratteristiche dei fanghi, ma anche come vengono utilizzati in agricoltura e quali sono i riflessi sui terreni».

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