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digI laghi alpini e i bacini idrici ai minimi storici mettono in ginocchio la risicoltura della Lomellina e del Pavese, prima zona in Europa per produzione e superficie. Ne hanno discusso ieri a Novara il consorzio irriguo Est Sesia, l’Ente nazionale risi e le tre organizzazioni agricole (Coldiretti, Confagricoltura e Cia) di Pavia, Vercelli e Novara. L’apprensione è molto forte perché la ramificata rete distributiva dei consorzi potrebbe non garantire i livelli minimi di irrigazione.

Oggi più che mai il razionale e oculato utilizzo dell’acqua e il ritorno a pratiche colturali dimenticate, come la “pesta delle risaie”, saranno determinanti per superare una campagna estiva che si preannuncia veramente preoccupante, commentano Giuseppe Caresana e Roberto Isola, presidente e direttore generale dell’Est Sesia.

Il consorzio che gestisce le acque artificiali a beneficio dell’agricoltura della Lomellina (122mila ettari) e del Novarese (87mila ettari). Da parte loro, le organizzazioni agricole si sono impegnate a fare pressione sul ministero dell’Ambiente, sull’Autorità di bacino e sulle Regioni Lombardia e Piemonte per derogare ai livelli minimi dei laghi e dei bacini idroelettrici (dighe). L’eccezionale situazione meteorologica rende sempre più probabile una difficilissima stagione irrigua estiva. Da oltre 100 giorni non si registrano precipitazioni significative sia sull’arco alpino sia in Pianura padana: l’ultimo evento degno di nota risale alla metà di ottobre. La prima considerazione riguarda la carenza di precipitazioni nevose sull’arco alpino.

Malgrado le nevicate che hanno interessato la Valle d’Aosta, l’assenza del manto nevoso a quote medio alte può confermare che la seconda parte della prossima stagione estiva sarà compromessa per una forte carenza di risorsa idrica – hanno convenuto i partecipanti all’incontro di Novara – Infatti, anche un augurabile e atteso cambiamento delle condizioni meteorologiche, con precipitazioni nevose a febbraio e marzo, determinerebbe accumuli di neve destinati a rapido scioglimento nel corso dei mesi primaverili, con la conseguenza che già oggi si possono prevedere significativi deficit di risorsa idrica a partire dalla seconda metà di giugno fino al termine della stagione estiva.

Quindi, a meno di piogge ben distribuite nell’arco dei mesi estivi, le uniche fonti di risorsa idrica a sostegno delle irrigazioni della Pianura padana saranno i volumi accumulati nei laghi prealpini, dove la situazione è analoga. In particolare, il livello del lago Maggiore oggi è di 16 centimetri sotto lo zero idrometrico di Sesto Calende: un metro al di sotto del livello medio della fine di gennaio per il periodo 1942-2015. Altrettanto vitale sarà la possibilità di raggiungere in primavera la quota di invaso di + 1,50 metri, in deroga alle attuali regole che impongono per i mesi primaverili l’altezza massima di un metro.

Un altro rilevante elemento su cui le istituzioni potranno intervenire riguarda la concessione di deroghe al rilascio del deflusso minimo vitale a carico delle derivazioni irrigue, come previsto dalla Regione Piemonte, alla luce delle situazioni eccezionali che, purtroppo con ogni probabilità, si presenteranno, ha spiegato Isola.

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