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Marcus Tullius Cicero

Dice che il latino è «piacere intellettuale», bello da studiare e «così potente da abbattere le barriere». E che no, non se l’aspettava certo di vincere. Al di là della retorica, e al netto dell’emozione che ha provato salendo sul palco ad Arpino, cittadina in provincia di Frosinone dove si è svolto il Certamen Ciceronianum, Mariachiara Arminio, 18 anni, è stata la più brava di 130 ragazzi di tutta Europa a tradurre e interpretare il pensiero di Cicerone. La due giorni laziale – dice – è anche stata una splendida occasione per creare legami di amicizia: «Ero tra studenti motivati come me, impegnati a fare qualcosa che a tutti noi piace. Non aveva peso la provenienza, il tipo di preparazione, le scuole frequentate». Ed è stata la prima studentessa di liceo Scientifico a vincere. Temeva di partire svantaggiata: «Noi facciamo solo tre ore a settimana, al Classico il doppio; e studiamo Cicerone in quarta, non in quinta, senza affrontare tutte le opere filosofiche».

Primo posto

Eppure si è aggiudicata il gradino più alto del podio (e un assegno da mille euro) davanti a Roberta D’Andrea del Classico Farina-Basile di Messina e a Jules Culot, di Bruxelles. In una gara che chiedeva agli studenti venuti da Belgio, Germania, Polonia (dodici le nazioni partecipanti), oltre che dall’Italia, di tradurre e commentare un brano tratto dal «De Divinatione», in cui lo scrittore spiega i fenomeni della natura con la forza della ragione. «Qualunque cosa viene alla luce, quale che essa sia, è necessario che risalga a una causa naturale cosicché, quand’anche si sia manifestata al di fuori della normalità, tuttavia non possa esistere al di fuori della natura», scrive Cicerone.

L’approccio scientifico

Mariachiara si è trovata a suo agio in quelle parole. Studentessa scrupolosa e appassionata, è convinta che l’approccio scientifico sia di grande aiuto nella traduzione: «Quando ti trovi un testo difficile, quello che aiuta è la capacità di analizzare in modo ordinato, andando per livelli, selezionando le cose importanti». Un’impostazione rigorosa, che non le ha impedito di «aggiungere qualcosa di sé», mentre scriveva. Ad eccellere è abituata («media del 9,64», dice), ma per il Certamen si è preparata in maniera meticolosa con la professoressa Randone, del liceo Calini di Brescia: «dieci ore a settimana, nell’ultimo mese». A fare il tifo per lei, a casa, mamma e papà, entrambi medici («mi hanno trasmesso loro l’amore per il bello, l’arte, la cultura») e la sorella, di qualche anno più piccola, brava a scuola come lei («ma in più fa pianoforte al Conservatorio», dice Mariachiara). Ora la maturità, poi la scelta universitaria: «Non ho ancora deciso quale facoltà – dice – ma questo premio mi ha cambiato le prospettive. Potrei fare ricerca universitaria, in ambito umanistico».

http://www.corriere.it/scuola/secondaria/16_maggio_09/campionessa-latino-ragazza-scientifico-8350661a-1603-11e6-b246-a80944d1fa5b.shtml?cmpid=SF020103COR

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