Il “Gigante” chiude i battenti: cucina lomellina più povera

sangiDa mezzo secolo arrivavano a San Giorgio Lomellina da Milano, Torino e Genova per assaggiare i risotti, le rane dorate e le lumache trifolate. Fra loro anche cantanti noti come Nilla Pizzi, Bobby Solo e Cristina D’Avena. Da San Silvestro questa opportunità verrà meno e la Lomellina perderà un pezzo pregiato della sua storia gastronomica. La trattoria “San Giorgio”, nota in zona come “il Gigante” dal soprannome del suo fondatore, chiuderà i battenti per «mancanza di ricambio generazionale». Continua a leggere “Il “Gigante” chiude i battenti: cucina lomellina più povera”

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Annibale e Scipione al Ticino

  • Quinta e ultima parte

Don Calvi scrive alla metà del XIX secolo, ma il suo lavoro uscirà postumo nel 1874, sei anni dopo la morte. Nel 1881 un altro sacerdote, il vigevanese Antonio Colli, dà alle stampe Ricerche storiche sulla Lomellina, in cui fa rilevare una presunta discrepanza nel testo liviano.

Veduta aerea di Lomello
Veduta aerea di Lomello (foto di Flavio Chiesa)

In un’edizione del XXI libro dello storico patavino si legge, appunto, a vico tumulis, ma don Colli cita una seconda versione, in cui Scipione si fermò a 5.000 passi non dal piccolo villaggio nei pressi del Ticino, ma dai victumulis in cui il comandante cartaginese aveva posto gli accampamenti. Sarebbe indispensabile, dunque, risalire alle esatte parole utilizzate da Tito Livio, il cui racconto andrebbe comunque confrontato con la conformazione morfologica dei luoghi, con le strade allora utilizzate e con le etimologie dei toponimi. Don Colli cita le edizioni della storia Ab urbe condita di Venezia del 1683 e di Torino del 1750 – quest’ultima presa in esame dal Robolini – da cui prevarrebbe l’ipotesi della battaglia fra Garlasco, Tromello e Gambolò. “Il vico cui da Tito Livio si accenna dovrebbe essere Vigevano, che corrisponde appunto nella sua denominazione a questa parola Vicus Lævorum, donde è derivato il nome di Viclevo o Vigevano”, precisa don Colli. E i tre paesi lomellini presunto teatro dello scontro sono situati all’incirca a 5.000 passi a sud di Vigevano. Non ci dilunghiamo, invece, sulla tesi riportata dal sacerdote, ma già esposta dal Pollini: che la località in questione possa essere stata appunto quell’ad tumulis di Tito Livio, che fu poi corretta in Antona, ragguardevole abitato e forse città.
Da ultimo, una curiosità, destinata comunque a rimanere tale. Don Colli si rifà a una carta corografica del Rusconi, inserita nel volume Gli Ictimoli e i Bessi, per alimentare le indiscrezioni su un fantomatico borgo di Maàrbale, che prende il nome dal comandante di cavalleria numida agli ordini del Cartaginese. Rusconi lo colloca fra Cergnago e San Giorgio Lomellina, in riva al torrente Arbogna. Leggenda o verità?

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